Rinvio

Riordino dei parchi regionali, i Verdi: “Sono opportunità di sviluppo sostenibile, non vincoli fastidiosi”

La discussione in consiglio regionale rinviata al 9 aprile

parco beigua

Finale Ligure. “I parchi sono un’opportunità di sviluppo sostenibile, non vincoli fastidiosi”. Lo afferma Gabriello Castellazzi, portavoce dei Verdi Savonesi, commentando il rinvio al 9 aprile della “approvazione della legge sul cosiddetto riordino (nei fatti un taglio) delle aree protette liguri”.

“La protesta motivata di tante associazioni ambientaliste (Wwf, Legambiente, Cai e altre) ha fatto sì che rimanesse ancora aperta la speranza per un ripensamento della giunta Toti su di un provvedimento che la rappresentante dei ragazzi ‘Fridays for Future’ ha definito inaccettabile, ricordando che ‘non è possibile sostenere le manifestazioni dei giovani per il clima e poi tagliare le aree protette’. Nella realtà della nostra provincia e della nostra regione continuano paurosi incendi che distruggono abitazioni, piante, animali, coltivazioni e sarebbe quindi urgente un piano straordinario di prevenzione. Perchè nell’arco di poche settimane sono cadute due linee elettriche? Dobbiamo aspettarci a breve altri crolli? Questo dovrebbe preoccupare l’assessore regionale all’ambiente, impegnato invece nel depotenziamento delle aree protette, negando anche al Comune di Urbe l’entrata nel Parco del Beigua”.

I Verdi vorrebbero oggi dimostrare “la bontà delle norme istituive del Parco del Finalese che la Regione vorrebbe annullare. Un Parco che darebbe possibilità di sviluppo sostenibile e di lavoro in una provincia di Savona che ha visto diminuire l’occupazione stabile anche nei settori del turismo (-5,2%) e dell’agricoltura (- 20%) : 1000 occupati in meno, con un processo di precarizzazione che penalizza il mondo femminile (dati ISTAT 2018).
Il “ territorio finalese” si è formato nel lontano “Miocene” : la “Pietra di Finale” ha disegnato un territorio con caratteristiche tali da permettere la formazione di circa 400 caverne, rifugi sicuri dell’uomo preistorico ( l’Uomo di Neanderthal nella Grotta delle Fate, il ‘Giovane Principe’ nella Caverna delle Arene Candide). Tutto ben spiegato nell’arcinoto Museo Archeologico di Finalborgo, all’interno delle mura medievali. Il finalese ha un grande patrimonio naturale di “Biodiversità” grazie alla presenza di migliaia di specie vegetali e animali (alcune uniche al mondo), insidiate oggi da disboscamenti e incendi. Le testimonianze storiche romane in Val di Ponci (cinque ponti in una piccola valle rimasta miracolosamente intatta per secoli) sono tra le mete più importanti del turismo outdoor”.

Ancora: “Il finalese è noto per la presenza nella sua storia della dinastia dei Marchesi del Carretto, di stirpe Aleramica. Una famiglia che, per quanto discussa, ha lasciato nei libri di storia una traccia indelebile e tanti monumenti, il più noto dei quali è il Castel Gavone ,visitabile ma ancora in fase di parziale restauro. Il finalese ha visto nascere e crescere uomini come Giorgio Gallesio, maestro della botanica e agricoltore, che ha realizzato esperimenti di genetica prima ancora che Mendel nascesse, pubblicando osservazioni scientifiche utilizzate poi da Charles Darwin per la sua teoria dell’evoluzione. Gallesio è stato riscoperto recentemente dal movimento Slow Food e indicato quale precursore di un’agricoltura di qualità, con prodotti che si ottengono solo nei particolari terreni delle valli finalesi: un potenziale ancora da valorizzare con il contributo di finanziamenti dell’Unione Europea”.

“Questi cenni sono soltanto la centesima parte di quello che costituisce l’insieme degli aspetti di un territorio che nel 1970 Italia Nostra considerò degno di diventare parco nazionale e la giunta Toti vuole oggi cancellare”.