Sassello. Truffa e frode in pubbliche forniture. Sono le accuse delle quali deve rispondere un quarantunenne residente a Sassello, Luca Bronzino, che è finito agli arresti domiciliari nell’ambito di un’indagine – denominata “Pietre Verdi” – condotta dai militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma che hanno scoperto una serie di irregolarità nella fornitura a Rete Ferroviria Italiana (Rfi Spa) del pietrisco destinato alla costruzione di massicciate ferroviarie. In particolare, secondo l’accusa, il materiale venduto tramite appalti pubblici regolava certificato come idoneo, come prevede la normativa, ma in realtà conteneva amianto.
Per questo le Fiamme Gialle hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip capitolino per le accuse di corruzione, truffa e frode nelle pubbliche forniture, che ha portato in carcere Lorenzo Lupo Dorvetto e Massimo Lupo Dorvetto e agli arresti domiciliari Luca Bronzino, Maria Iole Spalla e Tommaso Ronga.
Secondo le indagini, dirette dalla procura e condotte dal Gico del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, attraverso la produzione di relazioni predisposte ad arte da consulenti di parte e analisi di laboratorio falsificate, alcuni imprenditori hanno ottenuto il rilascio di attestati di qualificazione di siti estrattivi, requisito necessario per partecipare alle gare di appalto indette dalla Rete ferroviaria italiana (Rfi Spa) per la fornitura di pietrisco destinato alla costruzione di massicciate ferroviarie. Nel dettaglio, è emerso che i fratelli Lorenzo e Massimo Lupo Drovetto, gestori di fatto della Quarry Srl, società che si occupa della commercializzazione di inerti, insieme a Luca Bronzino, di Sassello, proprietario tramite la Ligurscavi Snc di una cava a Malvicino, in provincia di Alessandria, hanno conseguito la certificazione pur essendo consapevoli della mancanza dei parametri richiesti, grazie al compiacente supporto di due infedeli funzionari di Ferrovie dello Stato Spa e Rfi Spa.
Una vicenda per la quale, questa mattina, Bronzino è stato interrogato per rogatoria dal gip Alessia Ceccardi. L’uomo ha però preferito avvalersi della facoltà di non rispondere. Nella vicenda risulta indagato a piede libero anche il padre dell’imprenditore, Eligio Pietro Bronzino, socio della Ligurscavi gestita dal figlio.
