Savona. Esercizio abusivo della professione protetta di architetto. E’ l’accusa che la Procura savonese contesta a Raffaella Cervetto, 48 anni, nata a Savona e oggi residente a Cuneo, che nei mesi scorsi avrebbe lavorato come se fosse stata una professionista del settore, ma senza averne nessun titolo per farlo.
La vicenda è venuta fuori nel corso delle indagini svolte dalla guardia di finanza della sezione di polizia giudiziaria della procura del Repubblica presso il tribunale di Savona e del nucleo di polizia economico-finanziaria di Savona nell’ambito di un procedimento penale per delitti contro il patrimonio.
Nel corso dell’indagine le Fiamme Gialle hanno scoperto che Raffaella Cervetto si presentava come architetto dello studio professionale “La Porta Rossa” di Cuneo, iscritto all’ordine degli architetti di Cuneo al numero 507, utilizzando perfino un timbro. Le verifiche degli investigatori hanno permesso di accertare che i dati erano tutti falsi. Nonostante non avesse i titoli per esercitare la “professionista” avrebbe già redatto numerosi preventivi, predisposto progetti e presentato presso enti pubblici documentazione in cui lei stessa compare come progettista, responsabile dei lavori, ovvero coordinatore per la sicurezza e la salute.
Proprio per identificare altri eventuali clienti del finto architetto, il sostituto procuratore Giovanni Battista Ferro ha emesso un decreto di desecretazione degli atti. Chi, in buona fede, si fosse avvalso delle prestazioni professionali della professionista abusiva è invitato dagli inquirenti a presentarsi presso gli uffici della sezione di polizia giudiziaria della procura della Repubblica di Savona – aliquota guardia di finanza o del nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza di Savona, per formalizzare una denuncia.



