Liguria. “Le ultime amministrative hanno decretato la fine del modello Toti? Sciocchezze, una piccola nuvola non può offuscare questo cielo sereno della nuova Liguria che stiamo costruendo”. A dirlo è il capogruppo di Forza Italia in Regione Liguria Angelo Vaccarezza, che così cerca di zittire “coloro che vogliono far suonare le campane a morto” per il centro-destra che governa la Liguria.
“Avrei voluto attendere il 24 giugno e cioè il giorno dei ballottaggi per fare alcune considerazioni sull’esito di questo voto amministrativo in Liguria – dice Vaccarezza – ma ho letto troppe sciocchezze, troppe forzature e troppe falsità per non fare alcuni commenti prima del fatidico giorno che ci vedrà andare al ballottaggio in due grandi Comuni della nostra regione. Mistificando la realtà, qualcuno sta tendando si spiegare che il modello Toti è finito, il buon governo del centro-destra in Regione Liguria non c’è più, le grandi vittorie sono sparite e questa regione non è più governata dal centro-destra. Allora forse vale la pena di ricordare a tutti (e magari ricordiamocelo anche noi) quello che è avvenuto negli ultimi tre anni”.
“Nel 2015 Giovanni Toti diventa il presidente della Regione Liguria. Nasce il modello Toti. Che cos’è il modello Toti? Non è il superamento dei partiti, ma il consolidamento di un’alleanza. I partiti che fanno parte del centro-destra sono molto più legati oggi rispetto a ieri. La capacità di Giovanni Toti è quella di andare oltre, nel consenso, la somma dei partiti che rappresentano la coalizione. Questo ‘arancione’ tiene tutti insieme e fa in modo che la squadra venga prima del singolo, che ci sia sempre un obiettivo che ci riguarda tutti prima delle aspirazioni personali. Questo ha fatto grande la Regione Liguria e ha fatto in modo che negli anni successivi questo modello potesse vincere ogni volta che si è presentato”.
Secondo Vaccarezza, i risultati degli ultimi tre anni di amministrative confermano la bontà del modello Toti: “Analizziamo quanto avvenuto nella provincia di Savona, perché è anche quella di cui si parla di più in questi giorni. L’anno dopo la vittoria di Toti, nel 2016, vanno alle elezioni diversi Comuni: Loano, che già governavamo ma che rivinciamo col 63 per cento (grande risultato di Luigi Pignocca), e Savona, dove ancora vince la coalizione di centro-destra. Ilaria Caprioglio diventa sindaco del centro-destra e per la prima volta dopo la breve parentesi, la città della Torretta viene governata da quello che è il modello che poi raccoglierà successi negli anni a venire. Perché nel 2017 sempre in provincia di Savona va alle elezioni il Comune di Borghetto Santo Spirito, che era governato dal Pd: la città torna in mano al centro-destra con Giancarlo Canepa. Ma soprattutto nel 2017 il centro-destra vince la città di Cairo Montenotte, storicamente di centro-sinistra. Paolo Lambertini ha cambiato la storia nella città di Cairo e dell’intera Valbormida. Casualmente in quell’anno il centro-destra vince anche il Comune di Genova e il Comune di La Spezia”.
“Arriviamo ai giorni nostri, quelli che vengono presentati come la fine di tutto. Intanto giova ricordare che attualmente l’80 per cento dei liguri è governato da amministrazioni di sindaci di centro-destra. Due delle quattro Province sono governate dal centro-destra. La Provincia di Savona non lo è per un solo motivo: non abbiamo ancora votato. Ma quando rivoteremo a novembre anche la Provincia di Savona avrà un presidente di centro-destra. Che cosa succede quest’anno nella provincia di Savona? Vanno ad elezioni sette Comuni. Tre un po’ più piccoli degli altri: Rialto, in cui Valentina Doria diventa nuovo sindaco; Sassello, dove Daniele Buschiazzo viene confermato; Laigueglia, dove Roberto Sasso Del Verme diventa primo cittadino. Erano candidati che il centro-destra appoggiava apertamente e almeno per due di loro la vittoria non era scontata”
Ma “alle elezioni vanno anche quattro Comuni un po’ più grandi. A Cengio finisce la lunga parentesi del Pd e Francesco Dotta diventa sindaco in rappresentanza del centro-destra unito incarnando (forse unica lista tra quelle che hanno corso in provincia di Savona) il modello Toti e completando quella grande rivoluzione della Valbormida che passa anche per la vittoria di Carcare. Christian De Vecchi è il nuovo sindaco di Carcare e prosegue il buon governo degli anni precedenti (era il vice sindaco di Franco Bologna, che oggi è il vice sindaco di Christian De Vecchi). Va avanti un gruppo di buon governo che ci rappresenta, anche se su Carcare non tutto il centro-destra ha appoggiato De Vecchi”.
Diversamente è andata in Comune a Ceriale: “Qui abbiamo dimostrato che quando il centro-destra non riesce a far prevalere la ragione dell’unità, quella che Giovanni Toti ha fatto diventare un mantra per tutti noi (prima la squadra e poi le ambizioni dei singoli), il centro-destra si divide e perde. A Ceriale le due liste di centro-destra sommate cubano più voti di quella di centro-sinistra, che però correndo da sola ha vinto e il nuovo sindaco di Ceriale purtroppo non è di centro-destra”.
Ragionamento diverso va fatto per Alassio: “Su questo Comune si sono concentrate le attenzioni di tutti. Ma vorrei ricordare che tra la lista che ha vinto e la lista di Enzo Canepa (che rappresentava e rappresenta il centro-destra ad Alassio) c’è una differenza di 200 voti. Quindi parliamo di 200 elettori alassini che hanno fatto una scelta diversa. Noi abbiamo proposto all’attuale sindaco di Alassio di far parte della nostra squadra con un ruolo diverso. Ha ritenuto di correre da solo. Ogni tanto correndo da soli si va più veloci, raramente correndo da soli si va più lontani che correndo in gruppo. Noi crediamo nella logica della squadra”.
E domenica 24 giugno si va al ballottaggio a Sarzana e Imperia: “Se domenica prossima nella rossissima Sarzana o in quellache ormai è diventata la rosa Imperia (visto che da anni è governata dal Pd) e cioè due Comuni che prima di questa tornata non governavamo, dovesse vincere uno dei due candidati che rappresentano il modello Toti, allora quelle campane che qualcuno tenta di far suonare a morto improvvisamente suonerebbero a festa”.
Al di là dei risultati delle amministrative, comunque, “il progetto va avanti. L’80 per cento dei liguri è governato da noi e se rivotassimo domattina credo che Giovanni Toti sarebbe di nuovo il governatore della Regione Liguria. Una piccola nuvola non può offuscare questo cielo sereno della nuova Liguria che stiamo costruendo, che abbiamo costruito e che invito a sostenere domenica 24 con il voto nei due ballottaggi di Sarzana e Imperia”.