E adesso?

“No alla libera vendita della cannabis light”: il Consiglio superiore della sanità fa tremare un settore in ascesa

Nel savonese sono decine e decine le attività che commercializzano la cannabis legale: ora sono a rischio?

cannabis

Savona. Produttori e commercianti non hanno neppure fatto in tempo a festeggiare la circolare del 23 maggio scorso del ministero dell’Agricoltura che aveva chiarito “produrre e vendere l’erba legale è possibile”, che le migliaia di italiani – tra cui molti liguri – che hanno investito in questo business, sono di nuovo costretti a tremare.

Perché il Consiglio superiore di sanità si è espresso contro la “cannabis light”. In un parere richiesto a febbraio dal segretariato generale del ministero della Salute, riporta l’agenzia Adnkronos, l’organo consultivo raccomanda “che siano attivate, nell’interesse della salute individuale e pubblica e in applicazione del principio di precauzione, misure atte a non consentire la libera vendita dei suddetti prodotti”.

Al Css sono stati posti due quesiti: se questi prodotti siano da considerarsi pericolosi per la salute umana, e se possano essere messi in commercio ed eventualmente a quali condizioni. Ebbene, riguardo alla prima domanda, il Consiglio “ritiene che la pericolosità dei prodotti non può essere esclusa”. Anche sul secondo quesito il Consiglio superiore di sanità non è aperto all’opzione “spinelli leggeri”: “Tra le finalità della coltivazione della canapa industriale previste dalla legge 242/2016 non è inclusa la produzione delle infiorescenze né la libera vendita al pubblico che pone motivo di preoccupazione”.

I motivi del parere negativo? La biodisponibilità di Thc anche a basse concentrazioni, 0,2%-0,6%, le percentuali consentite dalla legge, non è trascurabile, sulla base dei dati di letteratura; per le caratteristiche farmacocinetiche e chimico-fisiche, Thc e altri principi attivi inalati o assunti con le infiorescenze di cannabis sativa possono penetrare e accumularsi in alcuni tessuti, tra cui cervello e grasso, ben oltre le concentrazioni plasmatiche misurabili; tale consumo avviene al di fuori di ogni possibilità di monitoraggio e controllo della quantità effettivamente assunta e quindi degli effetti psicotropi che questa possa produrre, sia a breve che a lungo termine”.

Tradotto in soldoni? Se si fuma o svapa erba light, ma lo si fa in grandi quantità, gli effetti ci sono. E quindi? Sulla base delle opinioni espresse dal Consiglio superiore di sanità il ministero della Salute ha richiesto un parere all’avvocatura dello stato. Dopodiché potrebbe iniziare l’iter che affosserebbe definitivamente il business della cannabis legale.

Una notizia che non farà certamente piacere a chi, negli ultimi mesi, anche in provincia di Savona aveva deciso di investire in questo settore. I negozi dedicati, ma anche i tabacchini o altre rivendite, che avevano iniziato a commercializzare la cannabis light nel savonese erano cresciuti in maniera esponenziale. Per non dire di chi, nella zona della piana albenganese, aveva attivato delle vere e proprie piantagioni della varietà legale. Attività che, dopo questa notizia, vedono certamente nuvoloni grigi all’orizzonte.

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