Calice Ligure. Nel corso del Consiglio regionale Gianni Pastorino (Rete a Sinistra-LiberaMENTE Liguria) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta anche dall’altro componente del gruppo Francesco Battistini, in cui ha chiesto alla giunta di organizzare corsi rivolti ai medici per aumentare le conoscenze sulle terapie a base di cannabis e di risolvere il caso della produzione di olio di cannabis che, essendo limitata alle ASL 2 e 4, provoca disagi a centinaia di pazienti costretti a spostarsi.
Pastorino, infine, ha ricordato che il Consiglio regionale il 27 giugno 2017 ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che impegna la Giunta alla “diffusione della conoscenza tra i medici e i farmacisti degli sviluppi scientifici per l’impiego terapeutico della cannabis e dei principi attivi cannabinoidi, in attuazione della legge regionale 28 del 2013”
L’assessore alla sanità Sonia Viale ha consegnato al consigliere una risposta scritta. “Ancora una volta constatiamo che l’assessore Viale è a corto di argomenti sulla cannabis terapeutica a scopo medico: stamattina abbiamo chiesto aggiornamenti sia sulla formazione del personale medico, per quanto riguarda la prescrizione e somministrazione della sostanza, sia sulla diffusione più efficiente e capillare dell’olio di cannabis, il preparato galenico che si sta dimostrando più efficace. Purtroppo oggi non registriamo alcun vero passo avanti; dunque resta lontana la speranza di assicurare continuità terapeutica ai circa 900 malati liguri che seguono queste terapie”.
«La questione della cannabis terapeutica è tuttora complessa. I problemi irrisolti sono molti, a cominciare dall’approvvigionamento sempre carente; ma 2 questioni in particolare richiedono misure urgenti – spiega Pastorino -. Primo, non vi è adeguata formazione dei medici: si è compiuto qualche passo avanti grazie al corso per i farmacisti, però in Liguria le prescrizioni restano disomogenee, quindi si generano fenomeni di mobilità passiva verso le strutture più attrezzate come ASL2».
“E poi c’è la questione dell’olio di cannabis, indicato dagli esperti come il miglior sistema di somministrazione: l’olio viene prodotto in ASL2 e in ASL4, ma non a Genova. Dunque, anche in questo caso, assistiamo agli angosciosi spostamenti dei malati, anche oncologici, verso i centri di produzione – sottolinea Pastorino -. Un problema facilmente risolvibile, come abbiamo affermato più volte. Basterebbe istituire un unico centro di produzione dotato di distribuzione capillare, oppure stipulare convenzioni con le farmacie. L’importante adesso è trovare soluzioni che vadano incontro ai pazienti”.
“Eppure non crediamo che questa situazione sia originata da difficoltà economiche. Semmai le carenze sono organizzative, e potrebbero essere facilmente superate con un minimo di attenzione. Però l’assessore Viale non ci fa sapere i suoi programmi in merito – conclude Pastorino -. Lungi da noi voler strumentalizzare la cannabis terapeutica a fini politici: il problema è reale, le persone soffrono veri disagi. Conosciamo il percorso straordinario avviato dal Gaslini, eppure anche qui si deve ricorrere alle tisane anziché all’olio, con tutte le difficoltà di assunzione che ne conseguono per i pazienti più giovani. Un atteggiamento ostinatamente incomprensibile, quello dell’assessore, anche per il fatto di non aver mai dialogato davvero con le associazioni che si occupano del problema”.



