Cairo Montenotte. Un legame ormai indissolubile, sincero e pieno di speranza: è questo il rapporto che si è instaurato tra il vigile del fuoco di origini cairesi, Paolo Demontis, e la famiglia Parete dopo la tragedia di Rigopiano, che un anno fa ha tenuto con il fiato sospeso tutta l’Italia.
Nei giorni scorsi sono state ricordate le ventinove vittime di quella catastrofe che ha sconvolto l’Abruzzo, ma c’è una pagina lieta della triste storia, e riguarda proprio l’unica famiglia superstite. Tra i numerosi eroi del soccorso che per giorni interi hanno lottato contro le intemperie scavando tra le macerie c’era anche Paolo, vigile del fuoco nato a Cairo e ora in servizio nella regione laziale.
E proprio lui era in prima linea tra coloro che hanno ridato la luce ai figli di Giampiero Parete e alla moglie, e che recentemente è stato a Pescara per festeggiare il miracolo ad un anno dalla ricorrenza.
Demontis, uomo di fede e cresciuto con i principi cristiani, anche grazie alla sua amicizia e vicinanza con la comunità parrocchiale cairese, ha affidato all’amica Alda Oddone un pensiero legato all’incontro con la famiglia Parete. “Quando mi capita di parlare della fede e dell’amore per Dio prima di tutto parlo della sofferenza. Penso che sia una delle basi con la quale ogni uomo possa varcare la soglia del cammino che Gesù ci ha insegnato, fa male, ti tocca il cuore ma insegna e ti fa capire. Soprattutto la sofferenza altrui quando noi non ne siamo toccati di persona, cercare di farsi carico di quella sofferenza che un uomo, una donna o un bambino sta sopportando, aiutandolo anche con la preghiera nel suo calvario. Mercoledì scorso sono stato insieme alla famiglia Parete con cui abbiamo festeggiato i bambini. Sono ormai legato a loro da un rapporto speciale dove la presenza di Dio è evidente e l’esempio da come la sofferenza si sia trasformata in luce, serenità e pace”.

