Precisazione

Scuole paritarie, Cavo: “Contributo aumentato di oltre il 50%, ma avviati anche progetti in quelle statali”

L'assessore regionale replica alle critiche: "Vogliamo garantire libertà di scelta alle famiglie, ma non dimentichiamo le scuole statali"

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Liguria. “La parità scolastica porta la firma dell’ex ministro Berlinguer. La Regione ha una legge che assegna rimborsi in base all’Isee per libri e iscrizioni. Gli istituti paritari sono anche le scuole materne comunali e persino la Fulgis del Comune di Genova. Quando era assessore comunale Elena Fiorini non ha mai protestato per i contributi che Genova prendeva dalla Regione e mai si è scagliata contro le agevolazioni per chi frequentava le scuole paritarie. Anche perché è chiaro che senza le paritarie “private” né il Comune, né lo Stato sarebbero in grado di fornire, per esempio, un’offerta completa e capillare di scuole dell’infanzia. Lo stanziamento della Regione Liguria è simile a quello degli ultimi 10 anni. Ma, è bene ricordarlo, l’opposizione, in aula, ha votato contro il bilancio della Giunta Toti. In questi ultimi anni la scuola pubblica ha stabilizzato più gente che mai e il Governo ha investito miliardi. La battaglia contro le scuole materne gestite da privati e Comuni ci pare un po’ retrò. Forse l’ex assessore Fiorini ignora che in Consiglio regionale il Pd ha stigmatizzato, con forza, il mancato utilizzo dei fondi Fse per il contrasto alla dispersione scolastica, i cui dati restano drammatici sul nostro territorio. Purtroppo, malgrado l’azione del nostro gruppo su questo tema, la maggioranza non ha fatto nulla”. Lo sostiene il Gruppo Pd in Regione Liguria.

Parole a cui replica l’assessore regionale all’Istruzione e Formazione, Ilaria Cavo: “Visto il dibattito acceso nelle ultime ore sulle scuole paritarie, Regione Liguria intende fare chiarezza precisando che, dal bilancio di previsione e dalla variazione di bilancio, nel 2017 ha stanziato complessivamente 840mila euro: uno sforzo importante che rivendichiamo perché finalizzato a garantire la piena libertà di scelta delle famiglie nel percorso di studio dei loro figli. Uno sforzo che, a differenza di quanto sostiene il Pd, non è simile a quello sostenuto dalla precedente Giunta di centrosinistra che nel 2014 aveva stanziato 590mila euro: l’incremento voluto da questa giunta è perciò di oltre il 50 per cento. Questo non significa che Regione Liguria sostiene solo le paritarie, a dispetto delle scuole statali: esiste infatti una divisione di competenze, in base alla quale Regione interviene a sostegno delle scuole paritarie perché non sono integralmente sostenute dallo Stato (garantendo libertà di scelta alle famiglie e servizi pubblici essenziali, come nel caso delle sezioni primavera e delle scuole di infanzia, che non sarebbero garantiti se non dal privato. La gestione e organizzazione delle scuole statali è competenza del governo attraverso finanziamenti nazionali. Per la funzione di orientamento e di attuazione di progetti legati alle politiche giovanili l’attenzione di Regione Liguria è massima anche nei confronti delle famiglie che scelgono le scuole statali, dove sono state avviate iniziative rilevanti tra cui, ad esempio, Cantautori nelle scuole, il progetto Sun-Smart use of network o il progetto della scuola digitale, che cuba, da solo, quasi 1 milione di euro. Non stiamo quindi né al gioco di chi afferma che facciamo quanto si faceva prima né al gioco di chi dice che sosteniamo solo le paritarie”.

In particolare, nel 2017, Regione Liguria ha stanziato: 130mila euro per le sezioni primavera, 210mila euro per le scuole per l’infanzia, 500mila euro per le borse di studio a sostegno delle spese di iscrizione e frequenza. In particolare per le borse di studio per le spese di iscrizione e frequenza scolastica, Regione Liguria ha stanziato quest’anno 500mila euro (a fronte dei 300mila stanziati nel 2014 dal centrosinistra) e, grazie all’approvazione di nuovi criteri per l’assegnazione delle borse, all’aumento delle soglie massime di Isee (da 30mila a 50mila euro) e delle quote di rimborso, già nel 2016 è raddoppiato il numero di famiglie che ha ottenuto la borsa di studio.

“Rivendichiamo lo sforzo importante fatto per le paritarie – aggiunge l’assessore Cavo – e riteniamo che sia una scelta doverosa, per andare incontro alle esigenze delle famiglie che devono poter scegliere liberamente se iscrivere i figli alla statale o alla paritaria, che devono avere pari dignità: questo, nell’operato della Giunta, si traduce da un lato nello sforzo massimo nei confronti delle paritarie e, dall’altro, nell’avvio di importanti progetti, realizzati anche per la scuola statale e partendo dalla scuola statale”. “Rilevo – conclude l’assessore Cavo – che nei giorni scorsi un quotidiano on line di stampo cattolico accusava questa Giunta di stanziare risorse insufficienti per le scuole paritarie mentre oggi veniamo accusati esattamente del contrario: posizioni che confermano la bontà delle scelte compiute, in un perfetto equilibrio e nell’esclusivo interesse dei ragazzi e delle famiglie”.

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