Villanova d’Albenga. Governo, Difesa, Mubadala, cinesi, Leonardo e nuovi partner, quale sarà la sorte di Piaggio Aerospace? Con un Cda straordinario convocato domenica scorso e ancora non formalmente chiuso, sono ore frenetiche e decisive sul futuro dell’azienda aeronautica, con trattative in corso tra tutti i soggetti protagonisti di una vertenza che sta mettendo a dura prova tantissimi lavoratori liguri e savonesi.
La situazione di stand by sulla fondamentale e indispensabile ricapitalizzazione per far fronte alla crisi di liquidità dell’azienda e la sua esposizione debitoria, oltre alla pesante incertezza su un piano industriale ancora fermo al palo, ha provocato la dura reazione di sindacati, Rsu e lavoratori.
Se domani a Genova è previsto uno sciopero di 4 ore con un presidio sotto la Prefettura genovese, non ci sarà alcuna protesta allo stabilimento di Villanova d’Albenga, con la Rsu e le organizzazioni sindacali convocati dal prefetto di Savona dopo la richiesta di un nuovo urgente incontro sulla vertenza: il vertice in Prefettura a Savona si terrà domani, alle ore 10:00. Inoltre, sempre dopo formale richiesta avanzata dai sindacati, si terrà il prossimo 22 novembre alle ore 15:00 il faccia a faccia con l’azienda convocato all’Unione Industriali di Savona. Per quella data si dovranno avere quelle risposte sul fronte della solidità finanziaria e delle prospettive produttive e occupazionali: sul piatto la Golden Power del governo, le commesse della Difesa e forse altri partners.
“Non possiamo più aspettare, sono mesi che aspettiamo…La criticità della situazione è intollerabili per i tanti lavoratori dell’azienda che chiedono e vogliono risposte. Auspichiamo un nuovo intervento del prefetto di Savona e che arrivino segnali sulle trattative in corso” affermano i sindacati savonesi.
Questo il comunicato diramato oggi dalla Rsu genovese di Piaggio, con l’annuncio dello sciopero di 4 ore e il presidio dei lavoratori: “Sono ormai settimane che apprendiamo da varie fonti che la situazione in Piaggio è critica. Basta fare il punto tra noi lavoratori, reparto per reparto, ufficio per ufficio, per vedere che la situazione è critica. Abbiamo avuto molta pazienza, forse troppa, nei confronti di Tutti. Di risposte concrete non ne sono arrivate, invece è arrivata la crisi di liquidità che mette a rischio il reddito di 1.300 famiglie”.
“Ad oggi non abbiamo ancora avuto convocazione a Roma (ultima convocazione il 9 agosto 2016 a Palazzo Chigi) per essere aggiornati sulla nostra vertenza. Riteniamo dovuto essere informati di quello che sta succedendo e di quello che sarà il nostro futuro. Vogliamo ricordare a tutti che la Piaggio è anche Genova con oltre 300 lavoratori e che qui a Sestri Ponente abbiamo già pagato abbastanza”.
Ecco la posizione della Ulm: “Chiariamo subito che non abbiamo mai creduto che Piaggio potesse portare i libri in Tribunale, primo perché Piaggio resta un’azienda con un prodotto strategico per questo Paese, secondo perché il ministro Pinotti si è immediatamente attivata per scongiurare questa possibilità. Proprio il Governo ci risulta si stia muovendo massicciamente in questi giorni per trovare una soluzione definitiva alla vicenda. È chiaro che se davvero Piaggio viene ritenuta strategica, ci deve essere un impegno economico da parte del Governo, come a suo tempo annunciato dalla stessa Pinotti, finanziando la progettazione di dieci macchine nell’arco di sei o sette anni di P2HH, attraverso la Legge 140 Finanziaria 2016”.
“Il finanziamento in questione rilancerebbe il famoso drone che potrebbe giocare un ruolo molto importante nello scacchiere politico europeo. Un impegno serio questo che consentirebbe a Mubadala di vincere le ultime resistenze e quindi procedere alla ricapitalizzazione della società, così da mettere in sicurezza l’azienda. Per questo è necessario che il Governo convochi le parti a Palazzo Chigi, con il Mise per mettere fine a questa telenovela di rimpalli di responsabilità. In questo quadro, a suo tempo ritenemmo un errore il rifiuto di Moretti di entrare nel capitale sociale dell’azienda. Lo stesso ex A.D. di Finmeccanica non aveva capito che il progetto Piaggio portava valore aggiunto alla Leonardo che fornisce al drone già tutto il sistema di controllo di pilotaggio dell’aereo. Senza dimenticare il debito che Piaggio ha nei confronti di Leonardo, che potrebbe essere estinto, entrando nell’azionariato dell’azienda. La Uilm un anno fa rigettò il nuovo piano industriale e pertanto sollecita il Governo e Mubadala al rispetto degli impegni sottoscritti a suo tempo al Mise nel giugno del 2014”.
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