Savona. “Ata resterà pubblica e multiservizi e stiamo lavorando ad un piano industriale che possa salvare l’azienda e dare garanzie ai lavoratori. Questo, nonostante le grandissime ed evidenti difficoltà di bilancio, sia dell’ente comunale, che della società partecipata stessa, che purtroppo non si possono ignorare. Non bisogna guardare al passato, ma le problematiche conseguenti alle scelte delle passate gestioni sono presenti, e con queste siamo obbligati fare i conti tutti noi, oggi. L’obiettivo è far tornare a quadrare i conti e stiamo lottando per salvare economicamente Ata”. Lo ha detto questa mattina il sindaco di Savona Ilaria Caprioglio che ha ricevuto una delegazione sindacale dei lavoratori Ata in sciopero da questa mattina con un presidio sotto Palazzo Sisto. Presente all’incontro anche il vice sindaco Massimo Arecco.
“Oggi ribadisco la posizione assunta in altri tavoli di confronto, abbiamo realizzato un protocollo d’intesa con i sindacati con l’obiettivo di rispettarlo. E’ necessario sviluppare un piano industriale forte che possa affrontare il polo crematorio (che potrà dare ancora più occupazione) e i parcheggi, assicurando piena sostenibilità finanziaria all’azienda” sottolinea ancora il primo cittadino savonese.
E Caprioglio aggiunge: “Inoltre, stiamo lavorando al POD (Programma Operativo di Dettaglio) 2018 con lo scopo di migliorare il servizio. Ricordo, tuttavia, che Ata è in stato pre-fallimentare e che serve una attenta valutazione prima di presentare il piano industriale”
“La priorità dell’amministrazione comunale è che Ata sia in buona salute economica, fornisca occupazione e sia in grado di garantire un servizio efficiente ai cittadini savonesi, i quali chiedono una città più pulita”conclude il sindaco Caprioglio.
I sindacati, però, rilanciano e chiedono tempi brevi per la presentazione del piano industriale che dovrà essere discusso e concertato: “Auspichiamo che entro 15 giorni da oggi possa essere presentato il piano, non possiamo più aspettare e servono garanzie e sicurezze per i lavoratori e i livelli di servizio, che rischiano di essere penalizzati”.
“Sicuramente polo crematorio o parcheggi non bastano, serve altro al piano industriale nell’ottica di rimanere azienda multiservizi. Speriamo, come ci ha detto anche il sindaco, che arrivino le soluzione auspicate da mesi: in caso contrario, siamo pronti ad altre iniziative di protesta” aggiungono.
E proprio sulla tempistica richiesta dalle organizzazioni sindacali: “C’è una vertenza aperta da tempo riguardo alla situazione dell’azienda e dei lavoratori, quest’ultimi colpiti anche dalla recente riorganizzazione del personale con un taglio sulle ore lavorative: tuttavia lo sciopero di oggi serviva per avere tempi certi sulla presentazione del piano industriale, se non avremmo risposte proclameremo un altro sciopero, e non di un solo giorno” avvertono i sindacati.
Infine la questione della vendita dei parcheggi di via Saredo a Savona, sulla quale non sono mancate polemiche: “Dire che in mancanza di una soluzione positiva mancava un piano B è stato estremamente grave, a nostro avviso. Significa dire meglio non comprare e attendere che il malato muoia…” concludono.