Budapest. Settantaquattro giri, ovvero la distanza di un gran premio. Sono quelli percorsi questa mattina dal pilota Robert Kubica che, a distanza di sei anni dall’incidente del febbraio 2011 nel Rally di Andora e dopo 17 interventi chirurgici al braccio destro, è tornato al volante di una vettura di F1.
Un sogno, quello di poter tornare a guidare una vettura di Formula 1, che il driver polacco non ha mai smesso di inseguire. Finora aveva guidato soltanto, in due test a porte chiuse sui circuiti di Le Castellet e Valencia, una Lotus del 2012. Questa mattina, invece, Kubica si è seduto di nuovo nell’abitacolo di una F1 “ufficiale” e lo ha fatto al volante della Renault RS17 sul circuito ungherese dell’Hungaroring, dove sono in corso i test ufficiali del circus.
Il rientro del pilota polacco, che dopo il tragico incidente nel rally di Andora aveva rischiato di non poter più guidare, è stato più che positivo: ha percorso appunto 74 giri, chiudendo in settima posizione, a due secondi e mezzo dal tempo di Sebastian Vettel che è stato il più veloce.
A sight that every F1 fan will want to see
Robert Kubica leaves the pit lane in a @RenaultSportF1 car on Day Two of #F1Testing in Hungary pic.twitter.com/H4VDPkJiaD
— Formula 1 (@F1) 2 agosto 2017
Un risultato incredibile che Kubica è riuscito a raggiungere, oltre alla sua determinazione, anche al lavoro dei medici degli ospedali Santa Corona di Pietra Ligure e San Paolo di Savona che lo avevano operato subito dopo il tragico schianto. Gli specialisti dell’equipe di chirurgia della mano dell’ospedale savonese insieme ai colleghi del reparto di Rianimazione e di Ortopedia e Traumatologia pietrese, grazie ad un delicatissimo intervento chirurgico, erano riusciti a recuperare l’arto del driver che sembrava compromesso. [tag name=’robert kubica’]
Oggi, sei anni dopo, Kubica è tornato a guidare la vettura della scuderia in cui militava al tempo al tempo dell’incidente, ovvero la Renault. Nel paddock di Budapest è stato accolto come una vera star, anche dai tifosi che in tribuna gli hanno dedicato un’enorme striscione e hanno accolto il suo ritorno in pista con un boato fortissimo. Una bella favola per il mondo della Formula 1 e per un pilota che ha sempre dimostrato di non volersi arrendere. E chissà che in questo libro non ci siano ancora pagine da scrivere.
Le foto sono estratte dai profili Twitter della Formula1 e del team Renault










