L'altra campana

Accuse dei Buio Pesto al Comune di Savona, Scaramuzza: “Mai garantito nulla, provato in tutti i modi”

L'assessore: "Ho cercato gli sponsor ma non ce l'ho fatta. E loro pretendevano 8000 euro per un concerto a Capodanno"

maurizio scaramuzza caprioglio

Savona. “Io non ho promesso nulla, tantomeno garantito. Nonostante questo mi sono scusato per non essere riuscito a trovare i soldi dagli sponsor, e vista la situazione del bilancio non mi sembra giusto spesare un concerto dei Buio Pesto con soldi pubblici. Ho ancora gli sms in cui Massimo Morini mi definisce ‘infame’ e ‘vergognoso’: ora non gli risponderò più, se non per vie legali”. Questa, sintetizzata in poche righe, è la risposta dell’assessore savonese alle manifestazioni, Maurizio Scaramuzza, dopo l’improvviso e violentissimo attacco lanciato ieri tramite social da Massimo Morini, leader della popolare band genovese.

In un lunghissimo post Morini ieri ha in pratica accusato il Comune di Savona di non aver mantenuto un “debito di riconoscenza” a causa del quale l’amministrazione “doveva” ai Buio Pesto un concerto spesato. Uno scritto carico di allusioni: “Ce lo dovevano – scrive più e più volte il cantante – per motivi privati e personali, ma che potrei anche rendere pubblici, scatenando un putiferio totale […] sappiatelo e non andrò oltre, ce lo dovevano. Punto e basta: avevano un debito di riconoscenza nei nostri confronti”. Frasi sibilline anche sui finanziamenti (“sono stati costretti a spostarli […] da non si sa bene chi, ma io so benissimo per cosa“) e sullo sponsor che avrebbe dovuto garantire la copertura economica del concerto (“è ‘sparito’, o meglio ‘è stato sparito'”). Clicca qui sotto per leggere l’articolo.

Allusioni a cui Scaramuzza replica in modo gelido. “Sono venuti l’anno scorso alla chiusura della campagna elettorale, quando io ancora non avevo alcun ruolo e quindi certo non potevo promettere alcunché. Successivamente ci sono stati contatti per portarli a Savona a Capodanno, ma come sapete la festa è saltata per i ben noti problemi di bilancio. Allora ci siamo rivisti a febbraio durante le prove del festival, e gli ho proposto di venire durante i ‘Giovedì di Luglio’: mi hanno chiesto 5000 euro più le spese vive, si arrivava a circa 7000″.

Sì perché il problema, alla fine, sono sempre i soldi. “Con molta fatica ho trovato uno sponsor che garantiva 3000 euro. Poi sono intervenuti i fatti di Torino che hanno aggiunto ai costi da preventivare quelli relativi alla sicurezza. Mi sono trovato a fine giugno con lo sponsor che doveva ancora garantirmi con certezza quel denaro (lo hanno fatto solo a inizio luglio), e tutti gli altri soldi ancora da trovare; così ho scritto una Pec in cui ho proposto di spostare il concerto sul Priamar il 4 settembre, sia per avere più tempo per cercare le sponsorizzazioni che per ridurre l’impatto del piano di sicurezza sui costi (dato che quello del Priamar è ben più semplice e sostanzialmente già pronto). Mi hanno risposto che avrebbero accettato solo se avessi mandato una nuova Pec in cui garantivo loro anche un concerto a Capodanno a 8000 euro“.

Richiesta davanti alla quale Scaramuzza si è tirato indietro, scatenando così le ire della band. “Ho le mail e gli sms in cui Morini mi definisce ‘infame’ e ‘vergognoso’, pur essendomi io scusato per non aver trovato i soldi – racconta l’assessore – Sinceramente di fronte alla situazione delle casse comunali non mi sembra giusto utilizzare i fondi pubblici. Ho proposto un’ultima alternativa: visto che Massimo sostiene di avere molti fan a Savona gli avevo anche proposto di dar loro gratis il Priamar e si sarebbero potuti tenere l’incasso”. Offerta rifiutata.

Al di là della dinamica dell’accaduto, su cui ovviamente le due “campane” mai coincideranno, restano sul tavolo tutte quelle accuse più o meno velate lanciate da Morini. Il riferimento a un “debito di riconoscenza” di Caprioglio e Scaramuzza che “dovevano” un concerto pagato ai Buio Pesto “per ragioni private e personali”, le frasi sibilline sui fondi dirottati “sappiamo benissimo per cosa” o sullo sponsor che “è stato sparito”. Su tutto questo Scaramuzza si trincera, almeno per ora, dietro il silenzio: “Ora non rispondo più a Massimo Morini se non per vie legali”. Il mistero resta.

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