Precisazione

Profughi, lo striscione di Forza Nuova. La Caritas: “Aiutiamo i più deboli nel rispetto della legge”

"Basta creare ostilità, paura e violenza. Utilizziamo le risorse per aiutare i poveri"

Savona. “Probabilmente, nel giorno in cui si celebra la festa della Repubblica, Forza Nuova sentiva il bisogno di prendere una posizione e lanciare un messaggio. La Caritas, attraverso il suo ente gestore la Fondazione Diocesana ComunitàServizi onlus, da sempre si occupa di dare accoglienza a chi si trova nel bisogno, da sempre agisce per costruire una comunità capace di farsi carico delle persone più fragili”. Così il direttore della Caritas di Savona don Adolfo Macchioli commenta lo striscione affisso questa notte dai militati di Forza Nuova davanti ai cancelli della sede di via Santa Rita.

“Operiamo secondo lo spirito del Vangelo cercando di seguire l’esempio di Gesù Cristo che si è fatto compagno di strada degli umili e dei deboli. Organizziamo i nostri servizi nel rispetto della legge e usiamo le risorse pubbliche che ci vengono riconosciute secondo le convenzioni per assistere nel migliore modo possibile le persone che ci vengono affidate”.

“Il denaro, i famosi 35 euro al giorno, viene utilizzato principalmente per: pagare il personale adeguatamente formato per fornire assistenza; per far fronte alle spese di accasamento delle persone accolte; per favorire percorsi di formazione ed inserimento socio lavorativo; per riconoscere ai richiedenti asilo 2,5 euro al giorno per le proprie spese personali”.

E il direttore della Caritas di Savona aggiunge: “Non ci sentiamo dunque sciacalli, questo titolo si addice più a chi non aiuta la comunità a comprendere, a chi si ostina a creare ostilità, paura e violenza. I nostri bilanci sono assolutamente trasparenti: ogni risorsa viene investita per servire i poveri”.

“Le persone scappano perché non possono avere un futuro nella loro terra, migrare è l’unica opzione possibile quando non ci sono le condizioni per condurre una vita dignitosa, e in questo quadro, l’accoglienza non può essere altro che un nostro dovere!”.
“La forza di una società si misura sulla sua capacità di non lasciare indietro chi è più povero, fragile, emarginato, mai sulla violenza o sulla sua capacità di escludere. Se vogliamo continuare a tener viva la speranza in un mondo più giusto, non possiamo voltare le spalle a chi chiede aiuto, chi cerca, per se e per i propri cari, una prospettiva di vita migliore”.

“E’ urgente trovare significati e parole nuove per descrivere quello che sta accadendo, ad esempio diverse da “emergenza”, concetto che alimenta solo la paura dell’altro, la paura della povertà e spinge a costruire nuovi muri. Alla tentazione dell’isolamento noi continueremo a rispondere proponendo comunità. Possiamo farlo con le nostre parole, con i nostri servizi di accoglienza, ma soprattutto con le nostre relazioni, attraverso il nostro modo di stare ed agire insieme. In quest’ottica l’accoglienza deve essere prioritariamente incontro con l’altro: spazio per condividere storie di vita e soprattutto occasione per creare nuove prospettive”.

“Stiamo vivendo un processo destinato a scuotere la nostra “comoda” vita europea. Possiamo credere che la priorità sia difendere il nostro “status quo” attraverso la costruzione di muri, oppure pensare che abbiamo di fronte a noi l’opportunità di costruire, insieme alle persone accolte, una storia nuova fatta di significati ed orizzonti condivisi ed inediti”.

“Noi preferiamo stare da questa parte della storia! Dalla parte dei poveri, dalla parte del Vangelo” conclude don Adolfo Macchioli.

Solidarietà e vicinanza alla Caritas savonese è stata espressa dall’Arci provinciale, che ha duramente condannato l’episodio: “Un gesto vile, proprio nel giorno in cui si festeggia la nascita della Repubblica Italiana, fondata anche sulla solidarietà ed il rispetto dei diritti umani, riteniamo che i veri sciacalli siano coloro che cavalcano le paure e la non conoscenza di molti, fomentando le lotte tra chi è in difficoltà, solo a fini personali e propagandistici”.

“Noi siamo per un società in cui nessuno viene emarginato e lasciato indietro, a prescindere dal paese di origine, dalla religione, dal sesso o dell’età. Noi siamo e saremo sempre vicini a chi lavora professionalmente ed in modo legale e trasparente a favore di una società inclusiva ed accogliente” conclude l’Arci provinciale.

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