Grande schermo

Savona, al NuovoFilmStudio “Io, Claude Monet (I, Claude Monet)”

La proiezione è promossa dal Gruppo Fai giovani Savona e Nuovo Filmstudio

Savona - Domani al NuovoFilmStudio:  Io, Claude Monet (I, Claude Monet)

Giovedì 4 maggio alle 15.30 e alle 21 al Nuovo Filmstudio di Savona sarà proiettato “Io, Claude Monet (I, Claude Monet)” di Phil Grabsky (Gran Bretagna 2016, 90′). La proiezione è promossa dal Gruppo Fai giovani Savona e Nuovofilmstudio.

Tremila lettere di Claude Monet. È a partire da questo immenso patrimonio che si snoda “Io, Claude Monet”. Euforia creativa e depressione, ossessione per le ninfee e ricerca continua della bellezza. Un viaggio intimo nella vita dell’artista impressionista più amato e nei luoghi che lo hanno ispirato, attraverso decine di opere e le lettere agli amici più cari.

Proprio dagli scritti di Monet, accostati alle straordinarie opere conservate nei più importanti musei del mondo, il film rivela la tumultuosa vita interiore del pittore di Giverny, offrendone così un ritratto complesso e commovente. Attraverso più di cento dipinti filmati in alta definizione lo spettatore potrà conoscere la vita emotiva e creativa del pittore che con il suo “Impression. Soleil levant”, esposto nell’aprile del 1874 nello studio del fotografo Nadar, fece parlare il critico Louis Leroy della prima “esposizione degli impressionisti”, dando involontariamente vita al termine che avrebbe segnato buona parte della storia dell’arte europea di fine Ottocento.

Riportate alla vita dall’acclamato attore britannico Henry Goodman, le lettere di Monet narrano infatti il percorso dell’artista da enfant prodige e appassionato caricaturista a maestro indiscusso di fama internazionale. “Io, Claude Monet” ripercorre i luoghi in cui Monet dipinse e scrisse le sue lettere, da Honfleur a Étretat, da Parigi a Venezia, da Londra a Le Havre e dà inoltre spazio alla corrispondenza poco nota coi colleghi impressionisti Bazille, Manet e Pissarro e agli accesi scambi di opinione col mercante Paul Durand-Ruel, mostrando il rapporto spesso conflittuale di Monet con il mondo dell’arte.