Cairo Montenotte. Circa 700 persone hanno assistito al confronto organizzato da IVG.It tra i candidati sindaco di Cairo, in ordine alfabetico Paolo Lambertini, Giovanni Ligorio e Matteo Pennino. Un appuntamento atteso da giorni, tanto che la prima location scelta, ovvero il teatro Chebello, è stata scartata per l’alto numero di richieste pervenute alla redazione. La platea all’interno del Palazzo di città, infatti, può ospitare un massimo di 354 persone, ed ecco la decisione (graziata dal meteo) di spostare in dibattito nell’anfiteatro.
La prima parte del dibattito
Il clima da arena si è percepito nel tardo pomeriggio, quando i primi spettatori, per aggiudicarsi i posti più vicini ai candidati, hanno iniziato a gironzolare lungo la piazza tenendo d’occhio i preparativi in corso. In realtà, il confronto vero e proprio ha registrato pochi momenti accesi, anche se la sensazione, vista la folta presenza di sostenitori dei tre candidati, era paragonabile a quella che si prova in una stanza chiusa satura di gas, ossia dove basta una scintilla e lo scoppio diventa inevitabile.
La seconda parte del dibattito
I tre ‘apostoli’ cairesi Paolo, Giovanni e Matteo, nonostante le domande e le provocazioni lanciate dai giornalisti e dai social, sono riusciti a mantenere il giusto aplomb, soprattutto il primo, forse qualche scazzottata tra gli altri due ma di modesta entità. Dopo il minuto concesso ad ognuno per presentarsi, a tutti una battuta e poi al via l’interrogatorio, durato quasi due ore, con domande sui temi più caldi: miasmi di Ferrania, ambiente e bonifiche (diga di San Giuseppe e Italiana Coke), accordo di programma tra Comune e Ferrania Technologies (e qui i primi nervosismi, causati da una nota della giunta uscente che agevolerebbe l’istruttoria per l’acquisto di due palazzine), ospedale e sanità (toni più alti), sicurezza, gestione accoglienza profughi, parere sulla possibile realizzazione di un carcere (che ha visto un sì unanime), e per finire qualche riflessione sui giovani, sulle associazioni sportive e sul commercio (tutti favorevoli ad evitare grandi catene in città).
Tra le domande inviate dal pubblico attraverso i social, quella sulle frazioni, di cui alcuni residenti si sentono abbandonati, le critiche sulla cura di strade e pulizia del fiume solo in campagna elettorale, e il ‘cosa non faresti’ se diventassi sindaco.
La terza e ultima parte del dibattito
I tre candidati hanno risposto al fuoco di fila sfruttando al massimo i 60 secondi a loro disposizione (e i due “extra time” concessi a ciascuno) sforando in occasione delle domande più complicate che richiedevano esposizioni più ampie ed articolate. Inoltre, sul finale, hanno posto le cosiddette domande incrociate, scegliendo il tema e l’avversario a cui rivolgersi.
La serata ha avuto un risultato significativo sul piano della solidarietà: sono stati infatti raccolti 1010 euro per la Croce bianca di Cairo, invitata all’evento da IVG.it per accostare il confronto ad uno scopo benefico. Sul piano della campagna elettorale, invece, si avvicina l’11 giugno e si fa sempre più concreta l’ipotesi che possa esserci una caccia all’utimo voto. In città, infatti, si respira molto l’aria della competizione, e una delle dimostrazioni è stata l’alta partecipazione di sostenitori, anche non cairesi, al dibattito di lunedì sera.








