Savona. Due “ospedali di comunità”, uno a Savona e l’altro a Pietra Ligure, operativi già entro fine 2017. Ecco l’annuncio a sorpresa di Eugenio Porfido, direttore generale della Asl 2, nel corso della conferenza stampa in cui ha presentato il bilancio consuntivo 2016.
Il progetto nasce dalla constatazione di un tasso di ospedalizzazione alto rispetto alla media nazionale. “Su questo dobbiamo lavorare – rileva Porfido – certo può dipendere anche da una minore efficienza del territorio, ma questo non può e non deve diventare un alibi. Una soluzione può essere la domiciliazione, ma soprattutto stiamo lavorando per creare un ‘ospedale di comunità’, con la presenza di infermieri e medici di base, che accoglie i pazienti non sufficientemente gravi per un ricovero ma che comunque non possono restare a casa. Un sistema che in Liguria esiste in parte solo al Galliera, ma che concettualmente è già applicato ad esempio dal dipartimento di Salute Mentale, con strutture differenti per livello di intensità di assistenza in modo da creare un ‘percorso’ tra la fase acuta e il rientro a domicilio. In altre regioni questo concetto è esteso a tutte le patologie con successo. Pensiamo di farne due, uno a Savona e uno a Pietra, nell’ambito degli ospedali già esistenti”.
Per il resto, il bilancio fotografa una situazione che, spiega Porfido, è in linea con la media nazionale. Una spesa totale di oltre 566 milioni di euro, circa 2100 euro a persona, con quasi 200.000 cittadini esenti ticket, pari al 71% della popolazione assistita. Un’occupazione media dei posti letto del 94%, con un totale di poco meno di 48.000 ricoveri. Diminuiscono lievemente i parti (1523, in linea con l’andamento nazionale, con il 22% di cesarei), che comunque restano la seconda causa di ricovero dopo le insufficienze respiratorie (1836 casi nel 2016). Seguono la sostituzione di articolazioni (1049), l’insufficienza cardiaca (1012) e la chemioterapia (890). L’incidenza delle varie patologie sul totale, comunque, è equiparabile ai dati nazionali. Piccola nota d’orgoglio a margine: i tempi medi di pagamento dei fornitori si attestano sui 60 giorni, ben al di sotto della media regionale (88 giorni) e nazionale (141).
La conferenza stampa integrale
Numeri contenuti in uno strumento, spiega Porfido, che l’azienda savonese presenta per la prima volta e che è ancora “work in progress”: “L’obiettivo era elaborare una ‘fotografia’ della situazione attuale, un bilancio che fosse anche uno strumento sociale, rendendolo trasparente e disponibile ai cittadini. Con questo documento abbiamo voluto diffondere e condividere i dati relativi all’utilizzo delle risorse pubbliche e all’impegno profuso dai diversi professionisti dell sanità savonese”.
Il bilancio tenta già di fare un minimo di segmentazione tra i distretti, per individuare al meglio bisogni ed esigenze reali dei singoli territori e come rispondere in maniera adeguata. Un esempio: “Facciamo 1000 interventi di protesi, ma quanti di questi vanno a buon fine? Quello è l’outcome, il dato che più ci interessa – commenta Claudio Balbi, direttore del centro di controllo direzionale – E per quelli che non vanno a buon fine tentiamo di capire perchè: ad esempio se la patologia è stata segnalata in ritardo, oppure non in maniera adeguata”. Un’altra analisi riguarda i ricoveri evitabili: un esempio concreto quelli per influenza che, spiega Porfido, potrebbero essere ridotti attraverso una maggiore adesione alle campagne di vaccinazione.
Un altro fronte su cui si interverrà è quello della appropriatezza diagnostica. L’obiettivo è ridurre gli accessi al pronto soccorso ed il ricorso ad esami: “Abbiamo ad esempio una criticità sulle ecografie – ammette Porfido – vi si ricorre sempre più spesso sia per escludere che per accertare una patologia. In alcuni casi è una pratica condivisibile: accertare se una persona ha o meno i calcoli è ad esempio un esame molto rapido ed efficace. In altri casi si potrebbe invece intervenire diversamente. Per questo vogliamo intervenire per riorganizzarne un po’ l’accesso”.
Il bilancio preventivo 2017 dovrà obbligatoriamente essere ancora più “al risparmio”: l’obittivo dato dalla Regione per il 2017 è che la spesa diminuisca ancora di circa 1,6 milioni.
