Follia violenta

Si ferisce con un coccio di bottiglia, poi minaccia sanitari e carabinieri: arrestato all’ospedale di Cairo

Il 39enne magrebino è lo stesso che il 9 marzo 2016 si era dato fuoco davanti al Vescovado di Savona

Carabinieri Cairo

Cairo Montenotte. Si era già dato fuoco lo scorso 9 marzo 2016 davanti al Vescovado di Savona, procurandosi ustioni di 2° e 3° grado con un lungo ricovero all’ospedale Villa Scassi di Genova, la scorsa notte ci ha riprovato al punto di Primo Intervento dell’ospedale di Cairo Montenotte dove Ahmed Laouini, 39 anni di origine magrebina, si era recato dopo essersi procurato delle ferite con una bottiglia rotta.

All’interno del nosocomio cairese l’uomo ha cominciato ad andare in escandescenza, continuando a infliggersi tagli sull’addome con il coccio di bottiglia, minacciando i sanitari che cercavano di intervenire per soccorrerlo. Solo l’arrivo di due pattuglie dei carabinieri ha consentito di evitare il peggio, con lo straniero che ha continuato a brandire l’arma improvvisata, minacciando i militari intervenuti per fermarlo ed evitare rischi per pazienti e personale sanitario.

Solo dopo una lunga opera di accerchiamento i carabinieri sono riusciti a bloccarlo, impedendogli di procurarsi ulteriori ferite. Reso inoffensivo l’extracomunitario è stato poi sottoposto alle cure del caso dai sanitari: il 39 enne è stato arrestato per minacce, violenza e resistenza a pubblico ufficiale.

L’extracomunitario è stato poi successivamente trasferito presso le camere di sicurezza della caserma di Cairo, in attesa della convalida dell’arresto e del processo per direttissima celebrato questa mattina in tribunale a Savona.

L’arresto di Laouini, difeso dall’avvocato Pier Paolo Pera, è stato convalidato e il giudice ha disposto per lui la misura dell’obbligo di presentazione quotidiano in caserma. Vista la richiesta del suo difensore di procedere con un rito abbreviato condizionato all’espletamento di una perizia psichiatrica, il processo è stato rinviato al prossimo maggio. Toccherà quindi ad uno specialista stabilire se l’imputato sia capace di intendere e volere.

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