Savona. Battiato porta a Savona la sua musica e la sua cultura: in una serata di marzo il teatro Chiabrera segna il tutto esaurito per uno dei cantautori cifra di intere generazioni italiane, che è sbarcato di fronte alla Torretta per una tappa del suo tour 2017.
A Juri Camisasca è toccato di aprire la serata, con una ventina di minuti e quattro canzoni: l’artista, che oggi vive in eremitaggio alle falde dell’Etna e che ha un passato da monaco benedettino, ha portato sul palco del Chiabrera tutta la sua profonda riflessione spirituale e religiosa, passando dall’India a Edith Stein. Come Battiato poco dopo, anche Camisasca è stato accompagnato da Carlo Guaitoli al pianoforte e Angelo Privitera alle tastiere e synth.
Comincia da lì, poco prima delle 21.30, la performance di Battiato: “L’ombra della luce” è la sua introduzione, per un percorso che cerca di sfiorare tutti i suoi periodi, dai più noti a quelli maggiormente intimisti. Ci sono “La cura” e “L’era del cinghiale bianco”, assieme a “Lode all’inviolato” e “Povera patria”. Entusiasmo tra il pubblico, che segue la musica e accompagna il ritmo con il battito delle mani, anche su richiesta del Maestro: qualche fan più creativa si avvicina al palco e si acquatta davanti alla prima fila, scatta qualche flash di troppo, ma per Savona Battiato ha solo sorrisi, un paio di battute e i ringraziamenti. Pochissime parole fuori dalla musica, è soprattutto l’opera dell’artista siciliano a parlare e a raccontare una storia – la sua storia – fatta di fede, persone, filosofia, amore e immagini poetiche da non concretizzare, per non far loro perdere la dimensione onirica che le ha rese immortali. Con “E ti vengo a cercare” la serata si dirige verso il termine, lasciando spazio ancora a “I treni di Tozeur” e alla piccola perla in siciliano, “Stranizza d’amuri”.
Qualche ombra, però, sul concerto del maestro siciliano, che si è protratto per poco più di un’ora, lasciando nella platea la voglia di sentire ancora la sua voce veleggiare sulle note. L’età certo non aiuta, ma all’uscita si respirava un pizzico di amaro per una performance troppo limitata nel tempo, anche guardando ai prezzi dei biglietti, un elemento non trascurabile: la passione dei fan è certo insaziabile, ma aspira a qualche spazio in più, forse anche solo una manciata di canzoni.






