Liguria. La Giunta Toti lancia la sua battaglia contro le donne che indossano il burqa. Se venerdì passerà la delibera, le donne che portano il burqa non potranno entrare negli uffici pubblici regionali e negli ospedali. La Cgil Liguria considera questa proposta discriminante nei confronti delle donne, perché viola la loro libertà, arrogandosi il diritto di decidere per loro cosa significa essere libere e non sottomesse al potere maschile.
“Questa è una visione stereotipata e paternalista del concetto di liberazione, a questo proposito la nostra Organizzazione ha organizzato per il 23 marzo alle ore 16 a Palazzo Ducale un convegno dal titolo Libere tutte, Islam, donne, stereotipi: la conciliazione vita-lavoro come terreno di confronto”.
“L’intento è di offrire una possibilità di confronto e riflessione sui femminismi islamici, al di là delle gabbie culturali e del pregiudizio, che tanto danneggiano le donne nel loro percorso di emancipazione in ogni parte del mondo” conclude la Cgil ligure.
“Mi fa impressione che si festeggi l’8 marzo inneggiando al burga, in tutta sincerita’ mi sembra un regresso culturale ancor prima che politico di taluni partiti italiani” ha risposto il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, a margine di una delle iniziative organizzate nell’ambito della campagna #lamialiguria donna, risponde cosi’ alle polemiche sulla decisione di vietare l’ingresso alle donne che indossano il burqa negli uffici pubblici regionali e negli ospedali.
“La delibera contro l’utilizzo del burqa, o qualunque travisamento dell’intero corpo negli edifici pubblici della regione Liguria – spiega – mi sembra di assoluto buon senso, dettata da tre elementari regole. La prima è che il burqa e’ il simbolo per eccellenza della sottomissione della donna all’uomo e io credo che non possa essere tollerato in una democrazia che vuole essere moderna come l’Italia. Due, che chi viene in Italia, e cerca una vita migliore, si adegua anche a quelli che sono i nostri principi e i valori profondi della nostra civilta’, tra cui c’e’ la parita’ tra uomo e donna. E il terzo punto e’ che dal 1975 esiste una legge che non consente in taluni luoghi di andare col viso coperto per ragioni di sicurezza, credo che le ragioni di sicurezza in Europa, in Italia, in Liguria siano impellenti e straordinarie”.


