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La mappa dell’azzardo a Savona, M5S: “Almeno un savonese su 60 è malato, giro d’affari da 50 mln l’anno”

Il MoVimento chiede al Comune di combattere la proroga della Regione: "Sostenere l'azzardo è un danno per salute ed economia, ecco le cifre"

LA SITUAZIONE A SAVONA

La mappa mostra in totale i 92 esercizi commerciali di Savona che ospitano slot machine o videolotteries (VLT). Di questi 85 (in rosso) hanno soltanto apparecchi slot, 7 invece (in viola) sono forniti di VLT. La differenza è sostanziale: le VLT promettono vincite più alte, ma il montepremi è nazionale (e non legato alla singola macchina come per le slot). Inoltre permettono di giocare anche banconote, con una perdita potenziale molto più elevata. Secondo i dati dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, il numero totale di apparecchi installati in città tra slot e VLT è 550, che si traduce in circa un apparecchio ogni 129 abitanti (di qualsiasi età, quindi in realtà l’incidenza è più alta se i considera solo la cittadinanza che può concretamente cadere nella tentazione del gioco).

La legge regionale 17/2012 prevede che tutte le nuove installazioni da quel momento in poi dovessero rispettare certi paletti, tra cui spiccano ad esempio l’obbligo di autorizzazione per tutti da parte del Comune e la distanza dai luoghi considerati “sensibili” come scuole o chiese, indicate in giallo nella mappa. Mentre gli esercizi che avevano apparecchi già operativi prima di quella data avrebbero tempo fino al 1 maggio 2017 per adeguarsi. Il che, per chi è a meno di 300 metri da quei punti sensibili, significa solo due cose: spegnere gli apparecchi o trasferirsi altrove.

“Ora però la Regione sta valutando di prorogare quella scadenza di un anno – spiegano dal M5S – il che contrasta apertamente gli stessi intenti del presidente Giovanni Toti, che un anno fa, il 9 marzo 2016, ha sottoscritto il ‘Manifesto delle Regioni per la lotta alla ludopatia’. Un documento voluto da Maroni che prevede tra i punti chiave proprio l’introduzione di distanze minime da luoghi sensibili come scuole, luoghi di culto, di aggregazione giovanile o di cura, oppure la previsione di un’autorizzazione comunale per l’esercizio del gioco pubblico. Perché se un anno fa era d’accordo ora si sta valutando di posticipare la scadenza di un anno? Questa legge non è ‘piovuta dal cielo’ sulla testa degli esercenti, hanno avuto 5 anni per adeguarsi”.

A Savona, come chiaramente visibile nella mappa, sono parecchi i punti troppo vicini a luoghi sensibili e che quindi dovrebbero rinunciare al gioco d’azzardo tra due mesi. Tra l’altro, ben 3 sale giochi su 7 fornite di VLT hanno ricevuto da AAMS l’autorizzazione dopo l’entrata in vigore della legge regionale, il che significa che dovrebbero già oggi sottostare a tutte le limitazioni previste. “Ma non è così – spiegano dal M5S – nessuna di loro ha ottenuto l’autorizzazione del Comune, dove gli uffici sembrano pensare (a torto) che basti quella della Questura, che invece valuta solo i fattori di sua specifica competenza. E uno di quei tre esercizi oltretutto non rispetta la norma della distanza minima, il che avrebbe dovuto impedirne l’apertura”.

Pag. 1: Introduzione
Pag. 3: Impatto sanitario
Pag. 4: Impatto economico
Pag. 5: Le mozioni

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