Albenga/Cengio. Ieri, in occasione della Giornata dell’Impegno e della Memoria sono state molte le iniziative per non dimenticare le vittime di mafia come quelle organizzate dall’istituto secondario di primo grado di Leca D’Albenga e l’istituto Luzzati di Cengio.
Ieri gli alunni delle classi terze dell’istituto secondario di primo grado di Leca d’Albenga, che già in passato hanno partecipato a progetti legati alla lotta alla mafia nell’ambito di Educazione alla legalità, hanno realizzato l’Angolo della Memoria con volti e nomi di alcune delle quasi mille vittime di mafia, esponendoli nell’area antistante l’istituto, affinché queste persone non siano dimenticate.
Un gesto simbolico teso a sottolineare quanto affermato a Locri il 19 marzo durante la manifestazione organizzata dall’Associazione Libera di Don Ciotti: “Per combattere le mafie occorre l’impegno di tutti, la consapevolezza che ciascuno di noi può e deve essere sentinella della legalità e della democrazia”.
Anche Cengio è diventato Luogo della Memoria, come le altre sedi dell’Istituto Luzzati. A Cengio la manifestazione si è svolta al chiuso, per scelta degli organizzatori, nella ex mensa Sundyal, a Palazzo Rosso dove si sono ritrovati gli allievi delle scuole medie e alcune classi della scuola primaria. La celebrazione si è svolta grazie all’intervento tecnico e logistico del Comune di Cengio e in particolare del Sindaco Marenco.
“La commemorazione si è divisa in tre parti: dalle 10 alle 11 i bambini della scuola primaria hanno presentato una serie di letture e di cartelloni sulle tematiche delle mafie, estremamente significative. A seguire, sono intervenuti i rappresentanti dell’Arci e un rappresentante dei migranti proveniente dal Gambia, che ha raccontato al microfono la sua storia incredibile, attraverso il deserto, il carcere libico, il pericoloso viaggio sul gommone nelle mani della mafia dei migranti. Alle 11, come in tutta Italia, i ragazzi delle scuole medie hanno iniziato la lettura dei 950 nomi delle vittime delle mafie da fine Ottocento ad oggi, passando da Joe Petrosino a Giovanni Falcone, attraverso Placido Rizzotto e Peppino Impastato. Alle 11.50 è iniziata la lettura di una ventina di ricerche trasformate in schede su altrettanti nomi famosi e sconosciuti” spiegano i docenti referenti del Progetto Libera Cengio.





