Savona. Sono due i “Luoghi del cuore” in provincia di Savona ad essere entrati nelle prime 150 posizioni della classifica dell’ottava edizione dell’iniziativa promossa dal Fai Italia.
Al 124° posto con 2.445 voti c’è la Chiesa di San Michele a Noli, che fu eretta sul colle omonimo dai benedettini di Lérins tra la fine del X e l’inizio dell’XI secolo e in origine si presentava a navata unica, cui venne aggiunta una seconda navata nel XII secolo. Realizzata tutta in pietra, presenta un’abside semicircolare con volta a botte su cui si intravedono i resti di un affresco. Già nelle cronache cinque e ottocentesche è menzionata per il cattivo stato in cui versa, oggi ridotta a un rudere nonostante i restauri effettuati negli anni Sessanta.
Particolarità interessante: da uno studio presentato al XIX Congresso Nazionale C.N.R. di Storia della Fisica e dell’Astronomia risulta che non solo è astronomicamente orientata, come molte chiese, ma la sua posizione è identica a quella della chiesa di San Luigi sull’isola di Bergeggi. Non è ben chiara la ragione di questa similitudine, quel che è certo è che la cittadinanza è molto affezionata al luogo e vorrebbe vederlo restaurato e valorizzato, scegliendo di votarlo all’ottava edizione del censimento I Luoghi del Cuore.
In classifica, al 142esimo posto con 2088 voti c’è anche il santuario di Nostra Signore della Croce a Castagnabuona di Varazze.
Al 59° posto della classifica nazionale, con 5.555 segnalazioni, tra l’altro c’è anche Pelagos, il Santuario internazionale per i cetacei del Mediterraneo, che si estende tra Sardegna, Liguria e Toscana. Uno spazio marino internazionale unico al mondo, istituito nel 1999 per la tutela di migliaia di cetacei che tra l’alto mar Tirreno e il Mar Ligure trovano un ambiente particolarmente favorevole. Si tratta di una vasta area protetta dove trovano rifugio balenottere comuni (circa 2.000 esemplari), capodogli, stenelle (circa 25.000), delfini comuni e altre specie di mammiferi marini. L’area copre circa 100.000 chilometri quadrati di mare ed è ricompresa tra la penisola di Giens, in Francia, il Principato di Monaco, la costa settentrionale della Sardegna e la costa continentale italiana dalla Liguria fino al confine tosco-laziale.
L’impegno dei tre Stati che hanno ratificato il trattato internazionale, a seguito di grandi pressioni del mondo della ricerca e delle associazioni ambientaliste, è quello di tutelare i mammiferi marini di ogni specie e il loro habitat, proteggendoli dagli impatti negativi diretti o indiretti delle attività umane, come l’inquinamento delle acque dovuto agli scarichi dalla terraferma, le collisioni tra navi e mammiferi marini, fino alla regolamentazione della pesca – vige infatti il divieto di cattura, ma gli animali possono rimanere impigliati nelle reti dei pescatori. Nonostante la sua unicità, il Santuario dei cetacei è meno conosciuto di quanto meriti e viene votato perché gli sia garantita un’adeguata valorizzazione.
Per la classifica completa consultare il sito: www.iluoghidelcuore.it



