A dicembre in Italia i flussi relativi al commercio estero extra Ue sono risultati in netto aumento. A decretarlo i dati resi noti dall’Istat.
Nel raffrontare i numeri di fine anno, rispetto al mese precedente, si nota un incremento marcato per le importazioni che segnano un +6,5% ed un +2,5% per le esportazioni.
Tirando le somme parliamo di un avanzo commerciale pari a 5,7 miliardi di euro rispetto al 2015.
In fatto di esportazioni sono in forte crescita i beni del comparto energetico con un +8,8%, i beni di consumo durevoli che vantano un +8,7% e i beni di consumo non durevoli con un +3,0%.
Sul fronte import fra i beni più gettonati troviamo gli acquisti di energia con un +14,4% e i beni strumentali che toccano quota +8,2%.
“I segnali di crescita dell’export registrati a dicembre confermano, su base trimestrale, tendenze congiunturali espansive – si legge nel report redatto dall’Istat -. Negli ultimi tre mesi dell’anno le vendite verso i paesi extra Ue sono aumentate del 2,9%, coinvolgendo tutti i raggruppamenti principali di beni, esclusi i beni di consumo durevoli (-0,9%). Dal lato dell’import si rileva una sostenuta espansione (+5,2%) che investe tutti i comparti, in particolare l’energia (+13,0%)”.
In Italia a trainare l’export è anche il cibo, molto amato all’estero. A conferma proponiamo la lettura dell’articolo “L’alimentare made in Liguria piace all’estero: nel savonese esportazioni in crescita del 20 per cento“, nel quale rileviamo con piacere l’ascesa dell’eccellenza alimentare della nostra Liguria.
Nel complesso il 2016 ha visto una crescita interessante del comparto export. In cifre parliamo di un +4,1% che sale al +6,2% defalcando l’effetto prodotto dal diverso numero di giorni lavorativi.
Troviamo tassi decisamente sostenuti in merito ai beni di consumo non durevoli (+6,5%), all’energia (+4,5%) e ai beni strumentali (+4,3%).
Crescita importante anche nel comparto import che mette nero su bianco un +8,1%, da imputare, sostanzialmente per oltre la metà, alla componente energetica con un +18,9%.
A ridare fiato al settore import-export sono soprattutto i numeri del quarto trimestre dell’anno, che hanno permesso di far crescere i due flussi commerciali confermando per il 2016 un surplus pari a 39,9 miliardi di euro, a fronte di 33,2 miliardi nel 2015.
A vigilare costantemente sulle dinamiche internazionali è il Wto, Organizzazione mondiale del commercio, nato per equilibrare le norme sul commercio, liberalizzare e sostenere gli scambi fra i paesi aderenti.
“Nel 2016, l’andamento delle esportazioni è il risultato di dinamiche divergenti rispetto ai principali mercati di sbocco – sottolinea l’Istat che spiega come Giappone (+9,6%), Cina (+6,4%), Stati Uniti (+2,6%) e paesi ASEAN (+2,3%) abbiano fornito un “impulso positivo alla crescita delle vendite sui mercati esteri”.
Sul piatto della bilancia a contrapporsi ai livelli positivi è la marcata flessione dell’export verso i paesi MERCOSUR (-13,3%) e i paesi OPEC (-7,3%), situazione che, di fatto “sottrae alla variazione complessiva annua dell’export 1,3 punti percentuali”.
I dati Istat consentono una prima valutazione dell’andamento dei mercati.
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