Provincia. “Cara Mamma… se sei in giro per Albenga e non sai dove andare a sederti per allattare il tuo bimbo al seno, suona tranquillamente al citofono del mio studio in viale Pontelungo e sarai la benvenuta. Nessuna immagine più bella di una mamma che allatti il suo bimbo. Vietare questo gesto naturale in un luogo pubblico… è sintomo di una pazzia che va curata”. L’invito arriva da Eraldo Ciangherotti, consigliere comunale di Albenga: il tema dell’allattamento in pubblico infatti è tornato prepotentemente d’attualità dopo il tweet del ministro per la pubblica amministrazione, Marianna Madia (“In alcun luogo dovrebbe essere vietato l’#allattamento. Subito una direttiva per tutta la #PA”).
Il commento del ministro nasce dal caso di una donna, in provincia di Biella, rimproverata dal direttore di un ufficio postale per aver fatto il gesto di allattare il proprio figlio all’interno del locale pubblico. “Alla richiesta di mostrarmi la legge ovviamente è andato negli uffici dietro agli sportelli e non s’è più fatto vedere” ha sottolineato la donna commentando l’accaduto.
Ma gli esempi in questo senso si sprecano e volgendo lo sguardo sulla nostra riviera, ricordiamo l’episodio che si verificò lo scorso anno a Taggia, in provincia di Imperia, dove una donna fu accusata “di avere sempre le tette di fuori” dai gestori di uno stabilimento balneare. Il caso diede vita ad un vero e proprio sit-in di protesta, proprio davanti al luogo dove avvenne il fatto, con diverse mamme intente nell’atto di allattare. Un’altra manifestazione importante, poi, fu quella del 4 ottobre 2014 a Millesimo, in provincia di Savona, dove le mamme si diedero appuntamento in piazza con i loro figli per rivendicare un cambiamento nella cultura dell’allattamento.
Negli anni alcune delle pratiche più riservate, o addirittura interdette, sono state sdognate, ma il gesto dell’allattamento in pubblico resta ancora un tabù, tanto che l’opinione pubblica a riguardo sembra dividersi molto.
Se da una parte è vero che non tutti gli atti naturali, proprio per il fatto di essere tali, si possono compiere legittimamente in pubblico (pensiamo al gesto di fare l’amore al ristorante), dall’altro lato è altrettanto vero che allattare in pubblico rappresenta non solo un gesto d’amore (probabilmente il più bello) ma anche, e soprattutto, un’esigenza del bambino.
In Italia, attualmente, non esiste alcuna legge che proibisca l’allattamento in pubblico. Ciò non significa che la pratica sia lecita ovunque. L’esempio più emblematico riguarda, probabilmente, le donne presenti all’interno del Parlamento italiano che, a differenza di ciò che avviene nell’aula parlamentare di Strasburgo, non possono allattare i propri figli.
Negli Stati Uniti sono state emanate alcune leggi specifiche in alcuni Stati al fine di legittimare la pratica all’interno di un contesto sociale tendenzialmente intollerante. Mentre in Inghilterra si è arrivati nel 2010 all’adozione di una legge che ha dichiarato legittimo l’allattamento in pubblico.
Quando si affronta la tematica dell’allattamento nei luoghi pubblici si parla spesso di “discrezione”, intesa come invito alle mamme a praticare il gesto in un luogo più appartato. E mentre moltissime donne rivendicano con forza il loro diritto ad allattare in luoghi pubblici, nascono in italia i c.d. “Baby Pit Stop”: si possono trovare non solo all’interno di ospedali e asili nido, ma anche nelle gallerie commerciali per esempio, e sono luoghi deputati a mettere le mamme in condizione di allattare i propri figli quando lo richiedono.
Offesa al pubblico pudore oppure gesto naturale inoffensivo? La questione dell’allattamento nei luoghi pubblici sembra sempre più aperta.