360 gradi

Ultimo Natale da sindaco di Cairo, Briano a tutto tondo: “10 anni che mi hanno cambiato”

Briano rivendica il merito di un Comune "in salute", bacchetta Viale e Di Tullio, rimpiange di aver trascurato la cultura e dribbla: "Roma? Vedremo"

fulvio briano

Cairo Montenotte. “Quando sono diventato sindaco di Cairo pagavamo i fornitori a un anno di distanza. Ora li paghiamo a 30 giorni”. C’è orgoglio nella voce di Fulvio Briano, sindaco di Cairo, nel tracciare il bilancio di 10 anni di mandato. In un’intervista esclusiva a IVG.it, in diretta video, il primo cittadino uscente spazia a 360 gradi tra passato, presente e futuro, elencando i traguardi raggiunti e ammettendo errori e rimpianti.

Una lunga chiacchierata informale che parte da quando, nel 2007, Briano ha preso il testimone del compianto Osvaldo Chebello (“Una figura amata da consegnare alle istituzioni, ma sono stato un sindaco molto diverso da lui”).

Nel primo quinquennio successi, come quello di aver risanato le casse comunali (“Eravamo in una situazione simile a quella attuale di Savona, ma noi ci siamo mossi con meno clamore”), ed errori (“Tornassi indietro cambierei alcuni compagni di viaggio, e non sarei così morbido nella vicenda Ferrania”). Nel secondo mandato una maggiore consapevolezza e capacità decisionale, spiega, dovute all’esperienza ma soprattutto al fatto che “quando un sindaco non ha l’ansia di essere rieletto può fare le sue scelte più seneramente”.

L’intervista integrale a Fulvio Briano trasmessa in diretta da IVG

Spazio anche all’attualità, con i due temi caldi del momento: il futuro dell’ospedale di Cairo (“Ogni volta che fanno una sperimentazione ci smantellano qualcosa”) e le conseguenti stoccate all’assessore regionale Sonia Viale; e poi le polemiche post alluvione, per la vicenda dell’acqua potabile (“Ho fatto il massimo e ho sentito la vicinanza della gente, quelli che mi contestano sono pochi”).

In mezzo rivendicazioni (“Lascio un Comune in salute e senza un debito”), ammissioni (“Cinque anni fa dicevano che ero scostante con la gente, ma queste esperienza mi ha cambiato e ora conosco i cairesi come mai in passato”), bacchettate (“Livio Di Tullio? Siamo profondamente diversi, ma lui ha sicuramente capacità superiori alle mie…”) e speranze. Una su tutte: “Non sono riuscito a far crescere la cultura a Cairo quanto avrei voluto, sogno che ci riesca il mio successore”.

Si è parlato anche di politica, dato il ruolo di segretario provinciale del Pd. Briano ha ammesso i risultati deludenti alle ultime tre votazioni (sonore sconfitte a regionali, comunali di Savona e referendum) difendendosi così: “Io ho fatto sbagli, ma avrebbe perso anche Maradona. E sono stufo a Savona di veder dare tutte le colpe a Martino, c’era una giunta…”. Chiusura sul futuro: “Fare l’avvocato sarà sempre la mia vita, ma ho delle passioni. Nel mio partito spesso le ambizioni personali cozzano contro le dinamiche interne: verificheremo se ci saranno ancora le condizioni per un mio impegno”.