Nuova sede

Savona, dopo anni di “agonia” è pronta la nuova caserma dei vigili del fuoco fotogallery

Finalmente una nuova struttura moderna e funzionale per l'operatività dei vigili del fuoco

Savona. Otto anni di precarietà e difficoltà vissuti in una sede provvisoria e ritenuta non adeguata alle esigenze e all’importanza del lavoro che svolgono ogni giorno a servizio dei cittadini. Ma ora finalmente ecco la luce in fondo al tunnel.

Domani mattina le squadra dei vigili del fuoco di Savona traslocheranno dalla vecchia sede provvisoria di Legino alla nuova sede di via Nizza, recentemente ultimata. La nuova struttura può contare su una sala crisi e una centrale operativa nuove di zecca e dotate delle tecnologie più avanzate e in grado di migliorare ulteriormente l’efficienza e la rapidità degli interventi messi in atto dagli uomini del corpo.

“Finalmente – spiega il vice comandante Fulvio Borsano – riusciamo a insediarci nella nuova sede, che soddisfa tutte le esigenze operative dei vigili del fuoco. Oltre ad una nuova centrale operativa e sala crisi, ora disponiamo di un apparato per la geolocalizzazione dei mezzi e le chiamate dirette con gli operatori sul campo. Anche il flusso delle comunicazioni migliorerà. Siamo ansiosi di poter testare sul campo questa struttura”.

Durante il trasloco, che richiederà qualche ora, i vigili del fuoco non cesseranno nemmeno per un attimo di essere operativi: “Il trasferimento deve garantire la continuità della risposta al cittadino, quindi verrà fatto nel minor tempo possibile. Gli approntamenti sono quasi tutti terminati, perciò non ci saranno tempi morti e la risposta al 115 sarà sempre garantita”.

Come detto, il trasloco avviene dopo un lungo periodo di precarietà: la realizzazione della nuova sede ha fatto i conti con gravi ritardi. Durante gli otto anni di attesa, i vigili del fuoco hanno continuato ad operare in situazione di precarietà nella sede temporanea di Legino. Ora le cose cambieranno.

“Ci sono voluti otto anni lunghi e difficoltosi. La sede provvisoria, dove erano presenti le squadre operative e la sala operativa, distava qualche chilometro dal comando. Quindi questo era una difficoltà che abbiamo dovuto gestire”.