Duro attacco

Querelle sul nuovo comune di Spotorno, minoranza contro il sindaco: diserteranno il Consiglio per protesta

I consiglieri Bonasera, Rapetti, Marcenaro e Riccobene avevano chiesto di convocare un consiglio per votare una mozione per annullare l'accordo sulla riscossione della fideiussione

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Spotorno. I tre gruppi consigliari di opposizione hanno inviato il 25 novembre una lettera al Sindaco di Spotorno chiedendo di convocare il consiglio comunale entro il 15 dicembre per discutere e votare una mozione, con la quale si chiedeva di revocare la delibera approvata dal commissario prefettizio contenente il pre-accordo con la Pastorino Costruzioni sas, società in liquidazione, che di fatto annullava la riscossione della fideiussione di 1.470.000 euro, a copertura e garanzia dei lavori di ultimazione del nuovo municipio e dell’acquisto degli arredi.

“Tale accordo fu la causa del rinvio richiesto dal commissario nel febbraio scorso e del rinvio, più recente, richiesto dall’attuale giunta il 22 settembre. La risposta a tale richiesta, è stato un atto di assoluta arroganza da parte del Sindaco che convoca il Consiglio Comunale sei giorni dopo l’udienza rifiutando la mano tesa delle opposizioni che con la mozione proposta, se approvata dall’intero Consiglio Comunale, intendevano rafforzare la posizione dell’Amministrazione Comunale. Constatiamo che il Sindaco, nonché Assessore all’Urbanistica, con il suo atto ha deliberatamente voluto sfuggire al dibattito pubblico sull’argomento ed ha portato in Consiglio Comunale la discussione dopo la data prevista per la sentenza del TAR. Sentenza della quale, al momento, non conosciamo il contenuto. Il comportamento del Sindaco, a nostro modo di vedere, ha inequivocabilmente indebolito la posizione dell’Amministrazione Comunale che in pratica ha avallato l’idea di raggiungere una transazione con il soggetto attuatore” attaccano Franco Bonasera e Marco Rapetti della lista Spotorno che Vorrei, con Matteo Marcenaro di Spotorno nel cuore e Franco Riccobene di Adesso Spotorno.

“Deve essere infatti ricordato, come la ditta oltre a non aver completato le opere di propria competenza, si è anche opposta all’escussione della garanzia – richiesta dalla precedente amministrazione – con un ricorso al Tar; Tar che, in allora non si è potuto pronunciare per la incomprensibile decisione di richiesta di rinvio formulata proprio da parte del Comune di Spotorno, soggetto che più avrebbe dovuto aver interesse a incassare l’importo. Nella lettera, che accompagnava la mozione, chiedevamo al Sindaco di non attenersi scrupolosamente al dettato del regolamento comunale, che prevede l’obbligo di convocazione del consiglio entro 30 gg. e di discutere la mozione prima del 15 dicembre” aggiungono dai gruppi di minoranza.

“Il Sindaco con il suo comportamento ha voluto irridere le minoranze che, ricordiamolo ancora una volta, hanno raccolto con le loro tre liste alle ultime elezioni 1.427 voti pari al 66,465% dei votanti contro 720 voti della sua lista. Il sistema elettorale vigente gli ha consentito di ricoprire una carica di assoluto prestigio, che dovrebbe essere esente da arroganza ed onnipotenza e dovrebbe avere rispetto per gli altri e per i suoi colleghi consiglieri sia di maggioranza che di minoranza. Rispetto che sicuramente nella vicenda è mancato e si è trasformato in una sonora presa in giro delle minoranze e dei molti cittadini da queste rappresentati. Ci auguriamo che questa presa in giro non ricada sulle spalle degli spotornesi” aggiungono i consiglieri Bonasera, Rapetti, Marcenaro e Riccobene che annunciano anche che, per protesta, non parteciperanno alla seduta del consiglio comunale indetto per il 21 dicembre.

“Attendiamo la sentenza del TAR, pronti a mettere in atto tutte le iniziative tese a salvaguardare gli interessi e la dignità degli spotornesi” concludono compatti dalla minoranza consiliare.

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