Al vetriolo

Chiude la vecchia piscina a Savona, è rissa social tra Martino e Scaramuzza: “Incapace”, “Hai il coraggio di parlare?”

Per l'ex assessore allo sport chiudere la piscina di via Trento e Trieste è "una scelta profondamente sbagliata", il suo successore attacca: "Sei stato il peggior assessore della storia"

Savona. Una vera e propria “rissa social”. Sul ring, da un lato, l’ex assessore allo sport Luca Martino; dall’altro, l’attuale assessore Maurizio Scaramuzza. Motivo del contendere, la chiusura della “vecchia” piscina di via Trento e Trieste: una struttura i cui elevati costi di manutenzione (a causa degli anni trascorsi) sono ritenuti dall’attuale giunta incompatibili con la crisi di bilancio.

A sferrare il primo pugno è Martino, che su Facebook posta un link all’articolo di IVG.it che dà la notizia della chiusura, corredato da un testo in cui dà, in pratica, a Scaramuzza dell’incapace. “E’ una scelta profondamente sbagliata – scrive l’ex assessore – che sottrae alla città non solo un pezzo di storia ma una parte fondamentale delle sue strutture sportive quindi della possibilità fare sport per tanti savonesi. Nessuno si nasconda dietro alle difficoltà economiche. I problemi si affrontano in base a una scala di priorità. O ne avete delle altre, cari amministratori, o più semplicemente non siete capaci”.

Parole dure, che hanno scatenato la reazione anche di alcuni savonesi: il primo commento sulla sua pagina è un lapidario “Ma hai ancora il coraggio di parlare?“. E allo stesso concetto si rifà, poche ore dopo, colui che ha concretamente deciso la chiusura dell’impianto natatorio, ossia l’attuale assessore Maurizio Scaramuzza.

I toni sono se possibile ancora più duri: “Ha ancora il coraggio di parlare. Luca Martino, il peggiore assessore al bilancio e il peggiore assessore allo sport della storia di Savona – e forse della Liguria – il filosofo che ha ridotto le casse comunali così come sono oggi, l’economista creativo che ci ha costretto a un piano di rientro decennale, dovrebbe avere il buon senso di farsi da parte”.

“La piscina di via Trento e Trieste è una piscina vecchia – spiega Scaramuzza – che da tempo ha bisogno di importanti interventi di manutenzione, che non sono mai stati effettuati per scelte scellerate di chi ci ha preceduto. La situazione non è precipitata negli ultimi sei mesi: era lì, davanti agli occhi di tutti, già negli anni scorsi. Dov’era l’assicuratore filosofo economista? Eppure poteva accorgersene, dato che mi pare – correggetemi se sbaglio – che il mio predecessore allo sport fosse anche nel Cda di Rari Nantes, giusto? La piscina costava 186 mila euro annui di gestione, canone che non si può più garantire perché non più nelle disponibilità delle casse comunali (citofonare Martino)”.

“La precedente amministrazione avrebbe forse voluto costruire il secondo lotto con i soldi dei savonesi, continuando così a buttarli nel calderone delle piscine – prosegue l’assessore – Se il secondo lotto verrà costruito, non sarà a spese del Comune, e finalmente avremo un impianto degno di questo nome, veramente fruibile a tutta la città, in assoluta trasparenza e senza sprechi”.

La chiusura è al vetriolo: “Anziché affidarsi a post su Facebook, l’ex assessore, l’Harry Potter del PD che sognava di fare il vice sindaco di Cristina Battaglia che non ha nemmeno voluto confrontarsi con gli elettori, il filosofo dell’economia che in questi anni ha gestito in maniera creativa lo sport, il bilancio, i derivati e ha garantito un disastro assicurato a Savona, farebbe meglio a tacere. O, magari, a chiedere scusa ai savonesi. Perché tutto quello che stiamo vivendo oggi, tutte le scelte sofferte anche da noi stessi amministratori, costretti a far quadrare i conti con le macerie che ci hanno lasciato, è tutto grazie alle loro scelte“.

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