Savona. Un “taglio” da 1,2 milioni di euro in un anno, un drastico calo del 57% rispetto all’ultimo quinquennio. La crisi finanziaria che da anni stritola banche e mercati alla fine raggiunge anche Fondazione De Mari, che nel 2017 potrà erogare soltanto un milione e mezzo di euro a fronte dei 2,7 milioni erogati nel 2016.
Lo ha annunciato questa mattina il presidente Federico Delfino nel corso di una conferenza stampa nella quale ha presentato il documento programmatico che riassume le linee guida scelte per il prossimo anno. “In questo momento lo scenario economico nazionale e internazionale è molto depresso – ha spiegato – i rendimenti finanziari sono ai minimi storici, ci sono addirittura tassi di interesse negativi. E come sapete la Fondazione eroga grazie ai rendimenti dei suoi strumenti finanziari. La rendita del portafogli inoltre è condizionata dalle performance delle nostre società partecipate. In questo momento il sistema bancario vive un momento critico, per usare un eufemismo, che condiziona anche noi: per un paio d’anni dovremo tirare la cinghia”.
Negli anni scorsi la decrescita dei rendimenti era controbilanciata da un ‘Fondo di stabilizzazione delle erogazioni’ in cui erano state inserite delle risorse proprio per affrontare i periodi più critici. “Nello scorso biennio abbiamo attinto da quel fondo in maniera cospicua – ha chiarito il presidente – per andare sostanzialmente a bilanciare quella discesa. Oggi il fondo non è ancora a zero ma abbiamo deciso di preservare quello che c’è, abbassando le somme erogate. In ogni caso la nostra Fondazione è sana, e non ha particolari problematiche – rassicura Delfino – semplicemente risente del difficile periodo finanziario. Carige oggi non distribuisce dividendi, ma il piano industriale presentato è confortante per il futuro”.
E così la Fondazione (che da febbraio di quest’anno si chiama soltanto “Agostino De Mari”, senza più riferimenti alla “vecchia” Banca Carisa confluita ormai in Carige) ha dovuto quindi porsi il problema di come affrontare questo calo di risorse in rapporto alle esigenze del territorio. La soluzione è stata quella di confermare i tre “comparti” in cui oggi opera (Arte, Formazione ed il trittico Famiglia-Salute-Sport) ma focalizzando al massimo gli interventi e ponendo “paletti” più precisi ai soggetti richiedenti.
“Il nostro scopo primario – ha confermato Delfino – è quello di essere utile e sostenere socialmente il territorio, e poi dobbiamo provare a promuoverne lo sviluppo economico. Per questo innanzitutto chiederemo di presentare progetti con importanti ricadute sociali e con una buona percentuale di cofinanziamento; inoltre diminuiremo il numero di interventi più che l’ammontare degli stessi. E poi limiteremo i finanziamenti ripetuti fino ad un massimo di tre anni, perché i soggetti da noi sostenuti devono poter grazie a questi fondi arrivare ad essere autosufficienti”. Oggi soggetto, infine, potrà presentare soltanto una domanda, una regola mai esistita in passato (prima si potevano presentare più progetti tra cui la Fondazione si riservava di decidere, ora invece verrà chiesto ai proponenti di fare loro questa scelta a monte).
Il video della conferenza stampa
Per quanto riguarda il primo settore, Arte e Beni Culturali, la scelta è stata quella di concentrare gran parte delle risorse (250.000 euro) sul Museo della Ceramica (per il quale Fondazione chiederà di istituire anche un ingresso al piano strada dall’ex Monte di Pietà). Oltre a questo, due le linee d’azione deliberate: il sostegno degli spettacoli dal vivo, in particolare le rassegne di consolidata tradizione, e quello di restauri e mostre, dove ci si concentrerà su un numero limitato di interventi dando priorità ai restauri più urgenti.
Nel secondo ambito (Educazione, Istruzione e Formazione) la scelta, visto il calo di risorse, è stata quella di concentrarsi sulle scuole. “Sosterremo le istituzioni scolastiche e le iniziative volte a creare una rete – ha annunciato Delfino – Poi saranno valutati anche i progetti volti a stimolare la creatività dei ragazzi, ed infine quelli riguardanti la riqualificazione delle dotazioni tecnologiche delle scuole”.
Ben più articolato il discorso per quanto riguarda l’ultimo comparto, nel quale confluiscono Famiglia e valori connessi, Salute Pubblica e Attività sportive. Al centro dell’intervento di Fondazione ci sarà ancora il Fondo di Solidarietà, un’iniziativa nata nel 2015 che per il 2017 prevede una dotazione di 250.000 euro a fronte dei 150.000 di due anni fa e dei 300.000 dello scorso anno. Si tratta di un fondo che va a sostenere le famiglie cadute in stato di difficoltà temporanea a causa della crisi economica in atto, famiglie ad esempio dove l’unico genitore lavoratore è finito in cassa integrazione. In questo caso la Fondazione sostiene piccoli interventi di ristrutturazione o aiuti per pagare il mutuo o cure sanitarie, ma anche iniziative volte al rilancio economico della famiglia richiedente. A valutare gli interventi è una commissione di valutazione composta da tre membri della Fondazione, un rappresentante dei distretti sociosanitari e uno della Caritas. Negli ultimi due anni sono state in totale 172 le richieste approvate, con contributi deliberati per quasi 366.000 euro.
Continuerà inoltre il sostegno al progetto Re.Lig., supporto integrato per il reinserimento sociale, un progetto che interviene sui minori che hanno procedimenti penali in corso e che coinvolge anche il Tribunale dei Minori di Genova, l’Ufficio di Servizio Sociale per Minorenni, la Regione, i distretti sociosanitari, gli istituti scolastici di ogni ordine e grado ed il consorzio Il Sestante.
Un’altra opportunità per il 2017 sarà rappresentata dal Fondo nazionale per il contrasto della povertà educativa minorile, creato ed alimentato dalle varie fondazioni bancarie con l’obiettivo di dare anche ai ceti meno abbienti la possibilità di far accedere i figli ai vari percorsi educativi. “Il 15 ottobre sono stati pubblicati due bandi per 115 mln di euro – ha annunciato Delfino – Possono partecipare gruppi di istituzioni scolastiche e associazioni di volontariato. Leinvito ad informarsi su questi bandi, si tratta di risorse che possono e devono ritornare sul territorio ma è importante che ci siano domande e che le realtà savonesi capiscano l’importanza di mettersi insieme per partecipare“.
“Per quanto riguarda la salute pubblica – ha proseguito Delfino – finanzieremo solo acquisti di apparecchiature diagnostiche e terapeutiche, oltre a sostenere le pubbliche assistenze per l’allestimento di ambulanze. Per lo Sport, infine, continueremo un progetto con il Coni per supportare le società che lavorano con i giovani: seppur con meno risorse, cercheremo di dare un contributo per far vedere che siamo presenti”.
La chiusura del presidente Delfino guarda alla cronaca recente, con le polemiche a Savona per i continui tagli in tutti i settori decisi dalla giunta a causa dei ben noti problemi di bilancio. “Quando ti trovi con un bilancio monitorato settimanalmente dalla Corte dei Conti e dal Ministero dell’Interno è inevitabile muoversi in questo modo – è la difesa di Delfino – Anzi, a noi come Fondazione un po’ dispiace vivere un momento di difficoltà, perché ora che il Comune di Savona è in crisi sarebbe proprio il momento in cui vorremmo e dovremmo ‘bilanciare’ dando qualche risorsa in più. Purtroppo ad oggi non è possibile, speriamo in due anni che la situazione si riassesti”.
