Savona. “Non ci riconosciamo in partiti, movimenti o ‘forconi’; non abbiamo leader; non facciamo manifestazioni ma riunioni”. Ecco i tre punti chiave che i promotori della prossima Assemblea Rivoluzionaria a Savona il 10 dicembre vogliono puntualizzare, a poche ore dal lancio della loro iniziativa per mezzo di un comunicato video.
Il messaggio veicolato da quel video, infatti, ha richiamato fin da subito alla mente l’analoga iniziativa del 2013, portata avanti da quello che allora (con una semplificazione mediatica) fu definito “movimento dei Forconi”. Un’esperienza vissuta in prima persona da alcuni degli attuali organizzatori dell’Assemblea Rivoluzionaria che, però, oggi prendono le distanze da quanto accaduto allora.
“NOI SIAMO IL POPOLO NOI SIAMO LO STATO non è uno slogan – precisano – ma è il diritto, sancito dalla Costituzione e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, che lo Stato appartenga al Popolo; siamo liberi cittadini, non ci riconosciamo in nessun partito, in nessun movimento, in nessuna associazione, ne tanto meno ci riconosciamo in quei movimenti definiti ‘Forconi’; non abbiamo leader, capi, segretari e non siamo costituiti in associazioni o altro; non siamo succubi di potentati economici o finanziari né abbiamo finanziatori a cui dovere qualcosa”.
Il messaggio dei coordinatori, insomma, è quello che si tratta di un’iniziativa totalmente “dal basso”. “Siamo cittadini in rivolta, in rivoluzione – chiariscono – in modo legale, pacifico, stanchi della politica dei partiti, delle fazioni, delle divisioni. Per questa ragione non abbiamo voluto darci un nome specifico né una collocazione politica. La rivolta, seppur pacifica, deve coinvolgere tutti i cittadini italiani. Non ci devono essere ‘leader’ e non ne vogliamo. La motivazione è legata all’essenza stessa di questa visione politico-filosofica della società, lontana da qualsiasi fazione politica”.
“Quelle che stiamo tenendo in questi giorni non sono manifestazioni ma riunioni – precisano ancora – per spiegare che l’Uomo deve ritornare ad essere il punto di riferimento della Società. La Democrazia deve rinascere dalla propria comunità di appartenenza e dall’esigenza, di ciascuno, di soddisfare i propri bisogni fondamentali. Questa forma di democrazia, per le ragioni sopra esposte, deve prevedere una rappresentanza che sia costantemente espressione di questi elementi fondamentali di democrazia e che sia completamente espressione della volontà popolare”.
“Solo i cittadini, attraverso la partecipazione diretta alle Istituzioni, possono far si che la ‘Cosa Pubblica’ sia realmente un servizio in mano ai cittadini e non un mezzo per lo strapotere di pochi” concludono.

