A giudizio

Mini coltivazione di cannabis in camera: messa alla prova per il 19enne arrestato a Cairo

I carabinieri avevano trovato dodici piantine di canapa nella stanza del giovane

Cairo M. E’ proseguito ieri mattina il processo per direttissima che vede imputato un diciannovenne cairese, L.A., finito in manette la scorsa settimana dopo che i carabinieri avevano trovato una mini coltivazione con dodici piante di cannabis indica nella sua stanza. Il giovane, difeso dall’avvocato Tatiana Ratto, ha chiesto di poter scontare la pena attraverso la messa alla prova.

Per questo il giudice Marco Canepa ha rinviato il processo al prossimo novembre quando il legale del ragazzo dovrà presentare il programma attraverso il quale si attuerà la messa alla prova.

Ad arrestare il giovane erano sono stati appunto i carabinieri del Nucleo Radiomobile che, allertati dal fratello del ragazzo, durante una perquisizione, nella camera di L.A. avevano trovato una piccola serra dotata di illuminazione temporizzata e presa d’aria per garantire alle piantine una crescita folta e rigogliosa.

Le piante che il giovane stava coltivando da circa 5 mesi con tanta cura, come hanno accertato i militari, erano già mature e pronte per essere essiccate ed avviate al loro insano utilizzo. Oltre alle piante erano state sequestrate due confezioni di semi, altri quattro rametti con infiorescenze che si trovavano appese in essiccazione nonché 87 bustine di plastica con raffigurata la foglie della marijuana, una elemento che secondo gli inquirenti indicava che lo stupefacente era destinato non al consumo personale, ma allo spaccio. Il ragazzo, in aula, aveva invece spiegato che quelle bustine gli erano state regalate nel negozio dove aveva acquistato i semi.

L.A. nel corso dell’udienza di convalida aveva ammesso di aver coltivato la droga, ma precisando che si trattava esclusivamente di uso personale.

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