Alassio. E’ partito il progetto steward dell’ambiente 2016/17. Ad aprire l’iniziativa è stato un incontro formativo, organizzato oggi, nella Giornata Internazionale per la Riduzione dei Disastri Naturali, dedicato alle tematiche della comunicazione in caso di emergenze e disastri ambientali, nella giornata che l’ONU dedica a questa emergenza globale, sempre più presente a causa dei cambiamenti climatici.
Relatore dell’incontro con gli alunni della classe 1F del corso economico aziendale dell’istituto alberghiero di Alassio è stato Alessandro Scarpati, responsabile ligure della Associazione Italiana Disaster Manager, che ha presentato ai futuri esperti di comunicazione ambientale, nella giornata internazionale per la riduzione dei disastri
naturali, i protocolli e le buone pratiche da osservare durante le fasi di allerta e di monitoraggio degli eventi catastrofici.
La lezione ha messo in evidenza l’importanza della corretta e tempestiva informazione per la riduzione del rischio dovuto a cause naturali, ambientali e ad errori umani come nel caso degli inquinamenti industriali. Focus dell’unita didattica il piano di protezione civile del Comune di Alassio e tutte le interconnessioni che lo stesso prevede in caso di allerta. Ai giovani steward sono state sottoposte le ultime applicazioni da smartphone, i siti e i social network che in tempo reale sono in grado di testare i fenomeni e il loro grado di rilevanza ed allertare la popolazione.
Il progetto, giunto all’ottavo anno, ha contribuito con campagne ambientali e di impegno civile a stimolare nelle giovani generazioni il rispetto per il bene comune e la salvaguardia dell’ecosistema, attuando per conto di aziende, enti pubblici e associazioni, campagne quali: “zero oli alimentari nel santuario dei cetacei”, “parchi pubblici bene comune” e negli scorsi anni scolastici attività di guerriglia marketing contro le deiezioni canine, il recupero degli oli alimentari esausti e l’abbandono sul suolo pubblico dei mozziconi di sigarette.
Le attività formative sono coordinate dal Centro Studi del “Giancardi” e dai docenti Monica Barbera, Antonella Annitto e Franco Laureri.







