Savona. “Celebrerò unioni civili solo se obbligata”. Ecco la presunta dichiarazione di Ilaria Caprioglio, sindaco di Savona, che da due giorni tiene banco nel dibattito politico savonese. E’ bastato un titolo di giornale, e apriti cielo: dichiarazioni dalle parti politiche avverse (Paita, Battaglia, Pasquali), post rabbiosi su Facebook di grandi e piccoli candidati alle ultime elezioni e di tanti semplici cittadini schierati sul tema, pro o contro. Peccato, però, che quelle parole Ilaria Caprioglio non le abbia mai pronunciate.
Tutto nasce lunedì, durante un incontro con i giornalisti nel letto del Letimbro per illustrare l’inizio dei lavori straordinari, a cui è presente anche IVG.it (come si vede dalle foto o dall’articolo con video dell’incontro).
Al termine della conferenza stampa Caprioglio si ferma a parlare con i cronisti presenti e fa una richiesta: “Per favore, smettete di scrivere che sarò io a celebrare la prima unione civile. Primo perché non l’ho mai detto, e secondo perché se poi non potessi farlo per qualche ragione tutti penserebbero che ho cambiato idea e ne nascerebbe un ‘caso’. E in generale, non attribuitemi presunte aperture o chiusure sul tema: io sono un rappresentante dello stato, devo essere super partes e attenermi alle leggi. La legge prevede le unioni civili, e se mi capiterà di doverne celebrare lo farò”.
Frasi che, dalla maggior parte dei presenti, sono state interpretate come un semplice “chiarimento interno” (come spesso capita nei rapporti tra politici e stampa) e non come una presa di posizione: in effetti negli ultimi tempi più volte era stato scritto che Caprioglio sarebbe stata a favore dei matrimoni gay e pronta a celebrare il primo proprio per sancire questo appoggio. La precisazione di Caprioglio, però, è stata vista da qualcuno come una smentita in senso contrario, e ne è nato un titolo: “Solo se obbligata”. Tre semplici parole, capaci però di ribaltare l’intero significato della dichiarazione. E via ad un fiume infinito di polemiche.
Caprioglio, indispettita dal polverone inatteso, ha così deciso, con un lungo post su Facebook, di ripercorrere gli ultimi mesi di dichiarazioni sul tema. Nomi e cognomi, nel tentativo di ristabilire un po’ di ordine nel marasma di commenti e opinioni favorevoli e contrarie. All’interno diversi virgolettati con le sue posizioni ufficiali, racchiudibili in tre concetti: “Sono per la tutela e il sostegno della famiglia tradizionale”; “Da sindaco rispetterò la norma nazionale, seppure in più parti rivedibile”; “In qualità di sindaco ho affermato che, come rappresentante delle istituzioni, mi sarei attenuta a seguire la legge e la normativa vigenti”.
“Io penso che la normativa non sia la migliore possibile – ammette a IVG.it – ma sono un rappresentante dello stato e mi atterrò ad essa. Non ho mai detto che lo farò solo se obbligata, e tra l’altro sarebbe una dichiarazione molto strana per me visto il mio impegno sociale: ho ricevuto decine di telefonate da persone che mi conoscono per la mia attività professionale di scrittrice e mi hanno chiesto ‘Che ti succede?’. Succede solo che talvolta alcuni decidono di inventare frasi mai dette. Lo ripeto perché sia chiaro: io celebrerò una unione civile quando capiterà di farlo, che sia la prima o la quinta”
IVG.it in questi giorni è stata duramente attaccata, anche con messaggi dai toni pesanti, per non aver dato “spazio” alla presunta dichiarazione di Caprioglio. Siamo stati accusati di essere suoi “servi” e di voler occultare la verità. IVG.it non può sapere se Caprioglio avesse o meno espresso informalmente il proprio appoggio ad Arcigay (come sostenuto dall’associazione), e non vuole entrare nel merito se Caprioglio abbia fatto bene o male a prendere le distanze lunedì da quel presunto appoggio. Queste discussioni riguardano le opinioni dei singoli, tutte egualmente giuste e rispettabili. Semplicemente, il compito di un giornale è quello di riportare frasi e concetti così come sono stati espressi, senza stravolgerne il contenuto: quel giorno non abbiamo scritto che Caprioglio era contro i matrimoni gay perché, molto semplicemente, non lo ha mai detto.