Doppia mozione

Savona, bomba del M5S: “Ata pulisce male perché il Comune non gli ha mai detto cosa fare”

Secondo il MoVimento "il contratto prevede la stesura di un piano dettagliato, ma la vecchia amministrazione non lo ha mai chiesto..."

ata spa

Savona. “Da gennaio ad oggi abbiamo versato ad Ata 7,7 mln di euro. Tutto questo senza aver mai spiegato ad Ata che cosa vogliamo che faccia in cambio di questi soldi”. Uno scenario che lascia quantomeno perplessi, quello descritto dal MoVimento 5 Stelle di Savona, e che spiegherebbe almeno in parte la difesa percezione di scarsa pulizia in città (un tema caldissimo in campagna elettorale e che insieme ad altri ha contribuito alla vittoria inizialmente improbabile del centrodestra).

Tutto emerge da due mozioni presentate dai pentastellati per il prossimo consiglio comunale. Una, già attesa, è quella che richiede l’istituzione di una commissione di indagine sull’operato di Ata: poggia le sue basi sulla già citata opinione tra i cittadini di un servizio di raccolta e spaiamento “di scarsa qualità”, particolare che stride con “il costante aumento della Tari negli ultimi anni”, e chiede di impegnare il consiglio ad istituire la commissione “con la finalità di accertare […] le motivazioni che hanno portato al mancato rispetto del contratto di servizio”.

La seconda mozione, invece, è decisamente più inconsueta. E si concentra proprio su una delle possibili ragioni delle carenze registrate. Si tratta in sostanza dell’assenza di un POD (Piano Operativo di Dettaglio): un documento previsto dal contratto di servizio (stipulato lo scorso 13 ottobre) ma mai stilato.

Il contratto di servizio prevede – spiegano dal M5S – che il Comune entro il 15 ottobre di ogni anno dia ad Ata indicazioni operative in merito ad aree e modalità di esercizio, e l’azienda a quel punto ha 30 giorni di tempo per rispondere con il POD”. Un documento che il Comune dovrebbe valutare entro 30 giorni, per poi approvarlo in toto oppure chiedere modifiche. “E all’interno del POD – chiariscono i pentastellati – dovrebbero essere elencati i costi di ogni operazione, in base ai mezzi e al tempo necessari”.

In pratica il Comune dà indicazioni su cosa fare, e Ata deve rispondere con un piano che spiega come e a che prezzo: semplificando un po’, una sorta di “listino” grazie al quale il Comune può avere certezza di cosa viene fatto dall’azienda e quanto costa. Ed invece, denunciano dal M5S, quel documento non è mai stato approntato, per cui non è mai stato valutato ed eventualmente approvato dal Comune.

“E così – è l’accusa – si paga un fornitore una cifra importante, 7,7 mln di euro, senza assolutamente spiegargli nel dettaglio che cosa si chiede in cambio. In sostanza Ata fa già molto più di quanto dovrebbe fare, che ad oggi è solo un generico ‘pulire la città e smaltire i rifiuti’…”. Da qui la mozione, che chiede al sindaco di “avviare un’accurata indagine interna al fine di individuare motivazioni e responsabilità che hanno portato gli uffici preposti a non definire le indicazioni operative indispensabili per l’elaborazione del POD […] e conseguentemente ad autorizzare il pagamento delle fatture presentate da Ata […] in mancanza di un documento attestante aree e modalità di esecuzione dei servizi, e riportante il corrispettivo analitico dei servizi resi”.

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