
Alassio. Quattro mesi di reclusione con la sospensione condizionale della pena. E’ la pena patteggiata questa mattina dai due fratelli senegalesi Chikh e Kadim Guye, di 22 e 25 anni, che sabato scorso erano stati arrestati ad Alassio dalla polizia municipale e dai carabinieri con le accuse di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
Secondo l’accusa, i due stranieri stavano vendendo abusivamente della merce sulle spiagge della città del Muretto, ma sono incappati nei controlli anti abusivismo dei vigili. Alla vista della pattuglia i due senegalesi avrebbero tentato una fuga, ma poco dopo sono stati bloccati. A quel punto, sempre secondo la contestazione della procura, i fratelli avrebbero reagito spintonando e colpendo con calci e pugni un agente della polizia municipale per evitare di essere bloccati.
Di qui l’arresto per resistenza e lesioni (il vigile è stato medicato e dimesso con una prognosi di sette giorni) a pubblico ufficiale che, lunedì scorso, al termine della prima udienza del processo per direttissima era stato convalidato dal giudice. Nei confronti dei due imputati, assistiti dall’avvocato Marco Bertolino, non era stata applicata nessuna misura cautelare.
Durante l’udienza di convalida i fratelli senegalesi avevano negato con decisione di aver picchiato i vigili e di aver avuto comportamenti violenti: “Non abbiamo fatto niente, siamo scappati, ma non abbiamo colpito gli agenti” hanno detto entrambi. Proprio alla luce della versione opposta rispetto alle contestazioni dell’accusa, il difensore dei due senegalesi aveva chiesto i termini a difesa e il processo era stato riaggiornato a questa mattina.