Savona. Circa 3.500 euro. Tanto potrebbe costare alle casse comunali l’errore nel quale, secondo il MoVimento 5 Stelle, per ben due volte sarebbe incappata la giunta Caprioglio, ossia la convocazione prima della conferenza capigruppo e quindi del consiglio comunale di oggi “in anticipo” rispetto a quanto prevede la normativa.
La questione prende il via la scorsa settimana, quando è stata convocata la conferenza capigruppo. “Non è stato rispettato il preavviso di 3 giorni – spiega Eric Festa del MoVimento – e questo violava il regolamento. Abbiamo quindi inviato una comunicazione al presidente del consiglio chiedendo di inoltrarla ai consiglieri, nella quale sostenevamo che la conferenza andava ‘sconvocata’ e quindi riconvocata: loro però, per non ammettere di aver sbagliato, hanno inviato una comunicazione differente nella quale spiegavano che, per un mero errore di trascrizione, era stata indicata come data venerdì 15 luglio alle ore 17 invece di lunedì 18 luglio alle ore 15″.
Un “errore di trascrizione” abbastanza improbabile, spiegano dal M5S, visto che cambiano giorno, data e ora: “Hanno solo voluto mascherare il loro sbaglio”. Sbaglio che, però, si è ripresentato puntuale lunedì. “In quella sede si è deciso il numero massimo di componenti delle tre commissioni, e quindi l’argomento è stato messo al primo punto dell’ordine del giorno di oggi. Peccato però che anche in questo caso debbano intercorrere tre giorni pieni, mentre gli atti sono stati depositati soltanto lunedì pomeriggio e quindi al momento dell’inizio del consiglio comunale, alle ore 15, non saranno ancora trascorsi”.
Errori tecnici che, avverte il MoVimento, non vanno sottovalutati. “Quelle che sembrano inezie potrebbero invece avere conseguenze gravissime – spiegano – il rischio è che le commissioni vengano istituite prive di legittimità, e che le loro deliberazioni grazie a questo cavillo possano essere ritenute illegittime da chiunque abbia interesse a farlo“.
E così il M5S ha chiesto al presidente di stralciare quel punto dall’ordine del giorno odierno. “Ieri abbiamo mandato una comunicazione via mail al presidente, se prima delle 15 non riceveremo risposta presenteremo in consiglio una mozione per richiesta sospensiva che dovrà essere votata dai consiglieri”. La strada maestra indicata dal MoVimento è chiara: “Per approvare quel punto in maniera lecita sarà necessario convocare un nuovo consiglio, che costerebbe alla città circa 3500 euro. Ovviamente i consiglieri del MoVimento rinunceranno a quel gettone: ci auguriamo che tutti i consiglieri, per onestà intellettuale, facciano lo stesso“.
Se così non fosse, i 3.500 euro andrebbero “sprecati” a causa di un errore formale. E, polemica nella polemica, andrebbero ad aggiungersi ai circa 150.000 che verranno spesi in più in questi 5 anni per le commissioni: “Lunedì abbiamo proposto di limitare il numero massimo dei componenti a 14, mentre la maggioranza ha proposto prima di aumentarlo a 20 e infine ha accettato di ‘scendere’ a 19. Facciamo notare che qualunque consigliere può comunque partecipare alle commissioni, quel numero stabilisce solo in quanti hanno diritto di voto e in quanti verranno pagati: basandosi sul numero di commissioni convocate negli scorsi 5 anni, la nostra proposta avrebbe permesso alla città di risparmiare nei prossimi 5 anni circa 150.000 euro, ma la maggioranza ha deciso diversamente…”.
Di seguito la comunicazione inviata ieri dai consiglieri del M5S al presidente del consiglio comunale.
Eliminazione di punto all’ordine del giorno della seduta del Consiglio del 21.07.2016 in quanto iscritto in violazione del regolamento del Consiglio
Gentile Presidente,
con nota protocollo 36305 del 13 luglio 2016, ha convocato la seduta n. 2/2016 del Consiglio per giovedì 21.07.2016 alle ore 15.00 il cui primo punto all’ordine del giorno recita “Istituzione commissioni consiliari permanenti”.
In merito si rileva quanto segue.
Il regolamento del Consiglio comunale, art. 47, comma 1, prevede che “tutti gli atti relativi agli argomenti iscritti all’ordine del giorno devono restare depositati in copia presso la sala apposita per tre giorni liberi prima dell’adunanza e nel giorno della stessa” e, al successivo comma 3, che “nessuna proposta può essere sottoposta a deliberazione definitiva del Consiglio se non sia stata depositata entro i termini di cui ai precedenti commi, nel testo definitivo e corredato dei pareri e attestazioni previste dalla legge”.
Le Commissioni consiliari sono istituite, ai sensi dell’art.11 del regolamento del Consiglio, con delibera di Consiglio previa determinazione della Conferenza capigruppo avvenuta nella seduta del 18 luglio 2016.
E’ pacifico quindi che il tempo che intercorre tra la determinazione della Conferenza capigruppo e la seduta del Consiglio sia inferiore ai tre giorni liberi, tempo minimo prescritto dal regolamento del Consiglio per il deposito degli atti. Appare quindi evidente che la proposta deliberativa relativa all’istituzione delle Commissioni consiliari non poteva essere regolarmente iscritta all’ordine del giorno della seduta del Consiglio.
Ciò premesso, stante la necessità di garantire la piena legittimità delle deliberazioni del Consiglio relative all’istituzione delle Commissioni, chiediamo l’eliminazione del primo punto dell’ordine del giorno della seduta del Consiglio convocato per il 21 luglio 2016 in quanto la pratica risulta iscritta in violazione del regolamento del Consiglio.




