Savona. Avevano tentato la classica “truffa dello specchietto”, ma non hanno fatto i conti con un carabiniere fuori servizio che, intuendo la situazione, li ha fermati e trattenuti fino all’arrivo dei colleghi. E’ successo a Savona dove ieri, a conclusione di accertamenti di polizia giudiziaria un brigadiere della stazione di Quiliano, libero dal servizio, ha proceduto a fermare, identificare e denunciare per il reato di “tentata truffa” A.B., di Anzio, e B.O., di Boscoreale, entrambi 27enni, nomadi di etnia rom e con innumerevoli precedenti specifici.
La truffa è “andata in scena” nel pomeriggio di ieri, sulla strada a scorrimento veloce di Vado Ligure. I due hanno fermato un automobilista vadese dichiarato di aver subito un danno al proprio mezzo in occasione di un sorpasso da parte di quest’ultimo. Il militare libero dal servizio, però, che si trovava a passare per quella strada, ha immediatamente riconosciuto il modus operandi della classica “truffa dello specchietto”, e quindi ha deciso di intervenire tempestivamente qualificandosi.
I due truffatori, una volta scoperti, hanno cercato di darsi alla fuga ma sono stati prontamente bloccati dalla pattuglia di Noli allertata per tempo dal collega.
Sempre nella giornata di ieri un appuntato della stazione Carabinieri di Spotorno, a conclusione di accertamenti di polizia giudiziaria, libero dal servizio, ha proceduto a fermare, identificare e denunciare per il reato di “possesso ingiustificato di chiavi alterate e di attrezzi idonei allo scasso” S. O., 20enne, e S. J., 19enne, entrambi della provincia di Torino, nomadi di etnia rom, in stato di gravidanza e pregiudicate per reati specifici.
Il militare stava transitando fuori dal proprio orario di lavoro nel centro abitato di Bergeggi quando ha notato le due giovani in atteggiamento sospetto: ha quindi deciso di fermarsi e procedere ad accertamenti più precisi. Una volta intervenuta anche la pattuglia di rinforzo da Savona è emerso come le due giovani nomadi nascondessero numerosi chiavi e attrezzi idonei all’apertura di porte e infissi come cacciaviti, chiavi inglesi e una scheda in plastica, procedendo al sequestro e alla denuncia alla Procura della Repubblica.