Loano. Da dentro a fuori (che in estate è anche meglio). Non pare avere avuto molto successo l’iniziativa di Rfi, che qualche mese ha murato con cemento e mattoni la sala d’attesa della stazione ferroviaria di Loano per evitare che i senza-tetto della città la utilizzassero come dormitorio imbrattandola e danneggiandola.

Già a febbraio di due anni fa la porzione più “nascosta” della sala era stata chiusa con un intervento simile per evitare che i clochard lo trasformassero, nottetempo, in un rifugio in cui passare la notte. Un altro intervento simile è stato messo in atto ai primi di giugno. Anche in quel caso l’obiettivo era evitare che i senza-tetto vi stazionassero di notte danneggiando e imbrattando gli spazi comuni.
“I ripetuti atti vandalici e l’uso improprio sono la causa della chiusura della sala d’attesa della stazione di Loano – aveva spiegato Rfi all’indomani del lavoro – Diversi gli interventi di ripristino del decoro, puntualmente vanificati, realizzati negli ultimi anni in questi locali che troppo spesso risultano utilizzati da persone che non sono in attesa di un treno”.

“Nello specifico – ricordano da Rfi – dall’inizio del 2015 ad oggi sono stati 45 gli interventi di manutenzione e pulizie straordinarie per un costo, sostenuto da Rete Ferroviaria Italiana, che ha superato i 38mila euro. A questi bisogna aggiungere otto interventi di sgombero di materiale non pertinente con gli arredi della d’attesa”.
Rfi valuterà, in base all’evolversi della situazione, l’eventuale riapertura. Nel frattempo, i servizi ai viaggiatori saranno svolti nell’atrio dove sono state allestite sedute per l’attesa e spostata la macchina self service per l’acquisto dei biglietti.
Ma i destinatari dell’intervento, cioè i senza-tetto, non si sono dati per vinti. Come si vede nella foto a corredo di questo articolo, un individuo ha ovviato al problema dello sfratto accampandosi fuori dalla stazione, precisamente accanto alla porta di ingresso che conduce al binario numero 1 dello scalo loanese.
Secondo quanto riferito da alcuni testimoni nonché assidui frequentatori della stazione loanese, si tratterebbe di una “vecchia conoscenza” che ogni estate ritornerebbe a Loano per passare la notte nella zona dell’area ferroviaria. Al mattino, l’uomo se n’è andato.