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Politica

Rischio classi-pollaio al comprensivo di Finale, i genitori pronti al ricorso al Tar

"Abbiamo chiesto i documenti in cui vengono indicate le ragioni dietro al taglio delle sezioni. Se non saranno valide faremo ricorso"

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Rischio classi-pollaio al comprensivo di Finale, i genitori pronti al ricorso al Tar
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Finale Ligure. Sale di livello la mobilitazione dei genitori degli alunni dell’istituto comprensivo di Finale, preoccupati per la probabile soppressione (a partire dal prossimo anno scolastico) di una delle sezioni della prima media.

“Lo scorso anno – spiegavano i genitori – le sezioni erano state ridotte da 6 a 5 nonostante le 122 richieste di iscrizioni. La dirigenza scolastica aveva formato 3 classi composte da 28 alunni ciascuna con orario a sei giorni (quindi a scuola anche il sabato) e 2 classi con 19 alunni con orario a cinque giorni. Inoltre, erano stati inseriti 4 alunni ripetenti e 3 alunni temporanei”.

Avere classi così numerose ha creato “molti problemi di ogni tipo. Le classi con 29 alunni sono difficilmente controllabili e gestibili a scapito dell’insegnamento, della condotta, delle gite culturali, dei supporti di sostegno. Quelle con minori alunni hanno invece una concentrazione di problematiche comportamentali. Invitiamo tutte le parti interessate a visionare le classi così numerose per capire le problematiche non governabili dai docenti che accadono tutti i giorni”.

Ora la situazione pare destinata a peggiorare: “Per il prossimo anno le iscrizioni sono state 102. Di queste, 34 arrivavano da alunni intenzionati ad effettuare orario su cinque giorni con il sabato escluso. Di tutte le iscrizioni arrivate, 21 provengono dal plesso di Finalborgo, 17 da Calice Ligure e Rialto, 36 da Finale Marina, 15 da Finalpia, 12 da Calvisio. Degli alunni che hanno fatto richiesta, 2 hanno bisogno di un sostegno grave e 3 sostegno non grave, mentre altri 16 alunni presentano Dsa/Bes. In queste condizione 6 alunni sono stati rifiutati dalla sezione con sabato a casa nonostante la loro richiesta. Le problematiche per le famiglie saranno elevatissime”.

Di recente, la questione si è evoluta. I membri del consiglio di istituto, infatti, hanno deciso di rivolgersi ad un avvocato, che ha studiato la pratica dal punto di vista legislativo. Il legale ha stabilito che, in particolari condizioni (come ad esempio la presenza di un alunno diversamente abile) le classi devono rispettare determinati parametri di “affollamento”. In particolare, le classi con un disabile devono essere formate al massimo da 25 alunni; quelle con due disabili al massimo da 20 alunni; quelle con un disabile grave al massimo da 20 alunni (ma solo nel caso di “esplicita e motivata necessità di riduzione del numero di alunni e allegato progetto elaborato dal consiglio di classe”).

Vista questa situazione, i genitori e il loro legale hanno inviato al preside dell’istituto Carmen Vetrone, all’ufficio scolastico regionale e provinciale una lettera con cui chiedono di poter accedere agli atti e ai documenti nei quali si motiva la decisione di eliminare una sezione della prima media.

“L’articolo 4 del decreto del presidente della Repubblica del 20 marzo 2009 stabilisce che è consentito derogare, in misura non superiore al 10 per cento, al numero minimo e massimo di alunni per classe previsto, per ciascun tipo e grado di scuola, dai successivi articoli. I dirigenti scolastici possono disporre incrementi del numero delle classi dell’istruzione primaria e dell’istruzione secondaria solo in caso di inderogabili necessità legate all’aumento effettivo del numero di alunni rispetto alle previsioni, previa autorizzazione del dirigente scolastico preposto all’ufficio scolastico regionale, secondo i criteri ed i parametri di cui al presente regolamento”.

aula, scuola, elementari

Il successivo articolo 5 recita: “Le classi iniziali delle scuole ed istituti di ogni ordine e grado, ivi comprese le sezioni di scuola dell’infanzia, che accolgono alunni con disabilita’ sono costituite, di norma, con non più di 20 alunni, purché sia esplicitata e motivata la necessita’ di tale consistenza numerica, in rapporto alle esigenze formative degli alunni disabili, e purché il progetto articolato di integrazione definisca espressamente le strategie e le metodologie adottate dai docenti della classe, dall’insegnante di sostegno, o da altro personale operante nella scuola. L’istituzione delle predette classi deve in ogni caso far conseguire le economie previste nei tempi e nelle misure di cui all’articolo 64, comma 6, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133”.

“Nell’evenienza in cui il provvedimento di adozione del numero di classi per l’anno 2016/2017 non sia stato ancora adottato ed il relativo iter istruttorio non sia stato ancora perfezionato – dicono ancora i genitori – riteniamo che sia fondamentale che la direzione scolastica si conformi alle prescrizioni consentendo che il numero di alunni per ogni classe sia coerente con la finalità di un’educazione piena, completa, partecipativa e, non in ultimo, integrante i soggetti portatori di disabilità”.

“In ragione del silenzio degli uffici, ricordiamo che è necessario che siano esplicitate le ragioni e le motivazioni di un’eventuale deroga ai criteri sopra indicati, in mancanza delle quali il provvedimento non potrà che risultare afflitto da insanabile illegittimità”.

Per questo motivo, i genitori richiedono di poter accedere agli atti e capire le motivazioni che hanno portato gli uffici competenti a ridurre di una sezione la classe della prima media dell’istituto: “Nel caso non ci siano motivi più che validi – spiegano – siamo pronti a fare ricorso al Tar. Passi la necessità di ridurre le spese, ma non è giusto che i nostri figli frequentino la scuola nel disagio più totale”.

Luca Berto
14 Giugno 2016 alle 13:07
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