Albenga. Altre 48 ore di sciopero. I sindacati di categoria del comparto di igiene ambientale hanno proclamato altri due giorni di sciopero per lunedì 11 e martedì 12 luglio. In queste due date, quindi, le aziende che operano nel settore (come la Teknoservice ad Albenga) potrebbero non trovarsi in condizioni di garantire i normali servizi di igiene ambientale.
La manifestazione di luglio fa seguito a quella messa in atto il 30 maggio e il 15 giugno: “La mobilitazione e la partecipazione agli scioperi di maggio e giugno – dicono in una nota congiunta le segreterie nazionali di Fp-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti Fiadel – è stata tanto grande che, ovunque, i lavoratori e le lavoratrici ci hanno chiesto di andare avanti con più forza e determinazione attraverso la ‘lotta’ ad oltranza fino al raggiungimento dell’obiettivo. Anche l’Anci e le amministrazioni locali hanno compreso che la vertenza non ha una natura corporativa ma che la stessa si sta caratterizzando come una sfida a vantaggio dei cittadini senza impoverire i lavoratori, sia nella salute e sicurezza, nelle tutele occupazionali e nella giusta retribuzione”.
“Ai sindaci abbiamo illustrato i temi della piattaforma sindacale che (tramite un rinnovo contrattuale di natura industriale) riuscirà a garantire regole e tutele ai lavoratori e potrà assicurare ai cittadini il miglioramento della qualità del servizio, anche diminuendo le tariffe. Solo le imprese, che continuano a chiedere sempre più soldi ai cittadini, non lo hanno capito, difendendosi dietro la demagogia e le rendite di posizione”.
Aggiungono i sindacati: “Nel frattempo, il silenzio delle controparti, dopo le giornate di mobilitazione nazionale, ci ha confermato che alle imprese non piace rendere conto ai Sindaci, non piace il contratto collettivo nazionale e il sistema delle tutele e dei diritti; senza tutto ciò il profitto viene meglio, sempre maggiore e senza impegno. Almeno sono sinceri, quando affermano che il sistema delle agibilità sindacali e delle relazioni sindacali vanno aboliti. Nella loro idea di democrazia e del lavoro, il sistema della rappresentanza sindacale è solo un vecchio strumento che appartiene al passato e poco ha che fare con il loro pensiero sul lavoro: solo merce. Loro di certo non sono interessati a migliorare i turni e i pesantissimi carichi di lavoro: è meglio appaltare tutto alla cooperazione sociale, applicare altri contratti nazionali molto meno onerosi con “sindacalisti” più consenzienti e poter licenziare liberamente. Parlano ipocritamente di contratto industriale, ma pensano intimamente al rapporto di lavoro e alle relazioni di stampo medievale”.
“Noi tutti non torniamo più indietro e la sfida della modernizzazione (tabù per le imprese), che parla ancora di ciclo integrato dei rifiuti, tutele per i lavoratori, crescita delle aziende, qualità ambientale e tariffe contenute per i cittadini, è ancora attuale e necessaria. La mobilitazione generale va avanti ad oltranza; e la storia di questo settore, come sempre, sarà frutto delle idee e della determinazione di centomila lavoratrici e lavoratori. Alle imprese poco importa: tanto a pagare sono sempre i cittadini e i lavoratori”.
Lo sciopero nazionale sarà per due giorni consecutivi nelle intere giornate di lavoro di lunedì 11 e martedì 12 luglio 2016, per tutti i turni di lavoro con inizio nelle medesime giornate: “Il nostro obiettivo è migliorare i turni e i pesantissimi carichi di lavoro, migliorare le regole sugli appalti e sui passaggi di gestione, ampliare le garanzie sulla salute e sulla sicurezza, evitare il potere discrezionale sui licenziamenti facili e garantire il giusto salario. Come abbiamo già detto più volte, i lavoratori e le lavoratrici del settore sono degli indomabili riformisti e alla fine avranno ragione sulla parte più reazionaria del settore rappresentata dalle imprese”.
In ogni caso, come previsto dalle vigenti normative in materia, saranno garantiti i servizi pubblici essenziali ossia a scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado (esclusi asili nido e scuole d’infanzia), strutture sanitarie ad affini pubbliche e private, forze dell’ordine (carabinieri, polizia, polizia municipale e guardia di finanza, vigili del fuoco, guardia forestale), mercato (se in programma).