Albenga. Come tanti ragazzi italiani, sognava di diventare calciatore professionista. Alla fine, però, ha dato retta ai suoi genitori, che gli hanno sempre ricordato quanto sia importante studiare e investire nel sapere. E lui così ha fatto: ha preso un aereo ed è andato a costruirsi il proprio futuro in uno dei più importanti college degli Stati Uniti, risultando anche il migliori studenti dell’anno. Ma ora ha bisogno di aiuto per poter continuare a portare avanti il proprio sogno e andare a studiare in una ancora più famosa università.
Alex Guarino ha 24 anni ed è originario di una piccola frazione di Albenga. Si è appena laureato in “Business Administration” al Borough of Manhattan Community College di New York, negli Stati Uniti. Un traguardo inimmaginabile fino a poco a poco tempo fa.
Alex ha deciso di raccontare la sua storia attraverso i social-network “affinché altri ragazzi possano trarre beneficio dalla mia esperienza, trovare nuovi stimoli e mettere il cuore oltre gli ostacoli”.
“Come tanti, da bambino sognavo di diventare un giocatore di calcio professionista. I miei genitori, però, mi ripetevano come una litania il fatto che ‘l’istruzione è quello che dà da vivere, non il pallone’ e cercavano di farmi capire che ‘il riscatto prima che economico è culturale: bisogna investire nel sapere’. Come nel 99.99 per cento dei casi avevano ragione loro, e all’età di 18 anni ho deciso di smettere di giocare a calcio per focalizzarmi sugli esami di maturità e sul mio futuro”.
“Giugno era arrivato, la maturità era stata ottenuta ed ora mi domandavo cosa era meglio e opportuno fare per il mio avvenire. Una sera ero seduto in macchina con uno dei miei migliori amici che, anche se più grande e già nel mondo del lavoro da anni, voleva fare un’esperienza all’estero. Fu così che decidemmo di andare in Australia con il famoso ‘Working Holiday Visa’, un visto di un anno che offre la possibilità di lavorare in regola. Volevo imparare l’inglese e finalmente riuscire a mettere un po’ di soldi da parte, perché il sogno era quello di studiare in America”.
E così Alex ed il suo amico sono partiti per andare dall’altra parte del mondo: “Come tutti gli italiani alla loro prima esperienza all’estero, anch’io ho attraversato le mille difficoltà derivanti anche dall’essere un emigrato non di madre lingua. Nonostante le mille difficoltà del caso, ho trovato lavoro in due ristoranti nei quali ho lavorato per ben 70 ore a settimana”.
“Un anno volò senza che nemmeno me ne accorgessi e finalmente sono tornato dalla mia amata famiglia e dai miei amici. Finita l’euforia del ritorno, dovevo capire come riuscire ad arrivare in America: il mio inglese era buono, ma non abbastanza per poter studiare in un college americano. Navigando nel web, ho trovato un sito che presentava la possibilità di andare in America facendo il babysitter, il cosi detto ‘AuPair’. Chiamai l’agenzia e dopo qualche domanda fui invitato a partecipare ad un meeting informativo a Milano. Tre mesi dopo ero diretto a Brooklyn, New York, dove avrei vissuto per un anno e avrei lavorato come babysitter per due splendidi bambini”.
A questo punto il sogno di Alex comincia a diventare realtà: “Vivere nella città dove molti dicono i sogni possono diventare realtà, porta a sognare in grande. E allora un giorno mi dissi: ‘Perché non provarci?’. Così decisi di iscrivermi al Borough of Manhattan Community College per studiare ‘Business Administration’. In questo college (che si trova proprio di fronte al grattacielo simbolo di New York) è possibile ottenere quel che equivale alla nostra laurea breve”.
L’inizio non è stato facile, ma Alex non si è perso d’animo: “Ero intimorito, non conoscevo nessuno e non sapevo se sarei stato all’altezza di studiare alla pari non solo con americani, ma con studenti provenienti da ogni angolo del mondo. Primisi a me stesso che avrei fatto del mio meglio e mi dissi che comunque sarebbe sarebbe stato un successo. Un anno e mezzo dopo sono stato nominato ‘Valedictorian 2016’, miglior studente dell’anno: fu un’emozione indescrivibile. I miei genitori salirono su un aereo per la prima volta nella loro vita per venire a New York e assistere alla mia cerimonia di laurea, al Madison Square Garden. Lì, nella casa dei grandi, io, il piccolo Alex che tanto amava giocare a guardie e ladri e a calcio, ho avuto l’onore di dare un discorso davanti a più di 5 mila persone”.
“Tutti questi successi scolastici mi hanno dato la possibilità di entrare in una delle più prestigiose università al mondo: la Columbia University”.
E qui Alex si è trovato davanti ad un problema che riguarda tantissimi studenti statunitensi e non solo: il costo delle tasse di iscrizione universitarie: “Vivere e studiare in America è molto costoso. Durante questi anni sono riuscito ad ottenere diverse borse di studio ed ho utilizzato tutti i soldi che sono riuscito a risparmiare durante la mia esperienza in Australia per poter arrivare dove sono oggi. Non sono una persona a cui piace chiedere, anzi, i miei genitori si arrabbiano spesso con me appunto perché non chiedo nemmeno quando ne ho davvero bisogno. Un amico un giorno mi ha detto: ‘Alex, a volte chiedere è ok’”.
E quindi Alex ha deciso di lanciare un crowd funding per raccogliere fondi con i quali finanziare i propri studi negli Usa. L’obiettivo da raggiungere è quello di 50 mila dollari: “Ho vinto l’ostinata e comprensibile ritrosia dei miei genitori (da sempre sostengono che bisogna contare solo sulle proprie risorse, fisiche ed economiche), ma far sostenere il peso dei miei sogni solo sulle loro spalle mi sembra davvero eccessivo. Il mio obiettivo è dimostrare a me stesso (ma anche a tanti altri ragazzi) che il nostro passato non vincola ma insegna e fa capire cosa vogliamo e non vogliamo fare, che ognuno è arbitro del proprio destino. In parte io sono riuscito a dimostrare questo, ma ora è il momento di mettersi davvero alla prova alla Columbia University”.
Per donare è sufficiente collegarsi al sito e cliccare su “Donate Now”, selezionare una qualsiasi cifra, inserire la email, i dati della carta di credito. E’ possibile contribuire con qualsiasi cifra: “Ogni donazione aiuterebbe moltissimo. Si può donare anche in forma anonima qualora volesse cliccando nello spazio previsto prima di effettuare il pagamento”.
E chiunque volesse poi seguire gli sviluppi di questo “albenganese a New York”, può scrivere ad Alex senza problemi: “Qualora qualcuno volesse ricevere aggiornamenti a riguardo la mia esperienza in America può contattarmi per posta e sarò più che felice di condividere con il sogno che mi state aiutando a realizzare”.
Alex ha anche aperto una pagina Facebook che si chiama “Italiani a New York – Let’s be friends”, che è dedicata “a tutti coloro che vivono o vorrebbero venire a New York” e desiderano avere informazioni da chi “ce l’ha fatta”.