
Albenga. Torna anche quest’anno la Settimana nazionale Simeu del Pronto soccorso, giunta alla sua terza edizione. Dal 21 al 29 maggio 2016, nelle principali città italiane, medici e infermieri della Simeu, Società italiana di medicina di emergenza-urgenza, organizzano incontri con i cittadini e simulazioni di attività cliniche in pubblico per spiegare meglio le dinamiche dell’emergenza sanitaria e ascoltare le esigenze dei pazienti. Il tema di quest’anno è il paziente anziano over 80.
Due gli eventi in programma in provincia di Savona, entrambi ad Albenga. Dal 23 al 28 Maggio ci sarà un Infopoint per il paziente fragile all’Ingresso Ospedale di Albenga, mentre il 25 Maggio dalle 17 alle 20 si terrà un Convegno su Violenza e paziente fragile Palazzo Oddo – Albenga.
I pazienti con più di 80 anni aumentano nei Pronto soccorso italiani al ritmo di circa 100.000 persone in più ogni anno. È la stima di Simeu, Società italiana della medicina di emergenza-urgenza che dedica la Settimana nazionale del pronto soccorso a questo tema.
Su un campione di 132 pronto soccorso presi in considerazione dalla Società scientifica su tutto il territorio nazionale, i pazienti over 80 erano l’8% del totale nel 2005, il 10% nel 2010 e il 12 % nel 2015.
Partendo dal campione analizzato, Simeu stima che rispetto ai 20 milioni di accessi totali nei pronto soccorso italiani, l’incremento annuale, dal 2005 al 2015, si attesti intorno ai 100.000 pazienti anziani ogni anno, e che in dieci anni sia stato circa del 60%. Con un aumento di ricoveri pari al 50%.
“Il paziente con più di 80 anni che si rivolge all’emergenza sanitaria si definisce “fragile” perché ha spesso un quadro clinico complicato, con malattie croniche, spesso più di una, riacutizzate per un evento scatenante che costituisce la causa della corsa in pronto soccorso. Richiede quindi cure particolari, con competenze plurispecialistiche in un approccio che nella maggioranza dei casi comporta la necessità di un ricovero ospedaliero per necessità di un percorso di cura e non si esaurisce in pronto soccorso. In questi dieci anni – sottolinea Maria Pia Ruggieri, presidente nazionale Simeu – la professionalità di medici e infermieri di Pronto soccorso si è radicalmente trasformata per rispondere alle nuove esigenze dei pazienti di un sistema sanitario nazionale in rapida e profonda trasformazione”.
“Parallelamente alla nascita nel 2009 della Scuola di specializzazione in Medicina di emergenza-urgenza, da cui escono annualmente gli specialisti italiani dell’emergenza sanitaria, i professionisti del pronto soccorso sono in grado oggi di intervenire e stabilizzare pazienti complicati come il paziente anziano fragile, che spesso arriva in ospedale per la riacutizzazione di problemi cronici di salute, in un quadro di molteplici malattie di cui è portatore, tanto da rendere necessario un ricovero”.
Spesso la situazione clinica è ulteriormente complicata da una situazione di disagio sociale che aggrava le condizioni di salute e soprattutto rende difficile la dimissione del paziente, che per condizioni di povertà o solitudine, frequentemente non ha una rete di sostegno che possa assicurarne una convalescenza sicura o una corretta prosecuzione delle cure. “Per questo il personale dei pronto soccorso – spiega ancora Maria Pia Ruggieri – anche al di là delle specifiche competenze sanitarie, si attiva con i servizi socio-sanitari del territorio, associazioni e istituzioni per costruire la rete con le strutture esistenti e che possano essere coinvolte sul singolo caso. Ma la situazione è ancora troppo diversa da regione a regione per poter garantire a tutti lo stesso servizio”.