Savona. La violazione del codice della strada e la violazione dell’articolo numero 5 del regolamento comunale per l’occupazione del suolo pubblico che riguarda le “occupazioni abusive”.
Sono queste le contestazioni che questa mattina gli agenti della polizia municipale di Savona hanno contestato ai rappresentanti del Movimento 5 Stelle che in piazza Sisto hanno allestito un gazebo elettorale ritenuto “irregolare”.
La vicenda risale a qualche giorno fa, quando i pentastellati hanno chiesto agli uffici comunali di poter installare un gazebo nella piazza davanti al municipio. La richiesta, che rispettava tutte le prescrizioni del caso, è stata accettata e così i sostenitori della campagna elettorale di Salvatore Diaspro hanno “tirato su” la struttura.
Che tuttavia non era un normale banchetto costituito da “quattro pali e una tenda”, ma assomigliava ad un piccolo chalet di montagna. Ovviamente l’inconsueto aspetto dello stand non è passato inosservato alle autorità competenti, che hanno intimato ai suoi promotori di smantellarlo quanto prima minacciando di procedere con la revoca dell’autorizzazione all’occupazione temporanea del suolo pubblico rilasciata dagli uffici del Comune.
Dal canto loro, gli esponenti del M5S hanno impugnato la normativa sottolineando la mancanza di prescrizioni precise circa la conformazione di questo genere di allestimenti. In ogni modo, la richiesta di smantellamento era “inaccettabile” in quanto non era stato stilato nessun verbale di accertamento di violazione del regolamento.
Insomma, secondo i pentastellati lo “chalet” è regolare perché non è stato indicato esplicitamente quale non lo sia e comunque la procedura di revoca non è possibile perché la polizia municipale non ha proceduto formalmente ad effettuare la contestazione.
Al di là di queste questioni, stamattina gli agenti si sono presentati allo “chalet grillino” per procedere con il sequestro della struttura “irregolare”. Per tutta risposta gli esponenti del Movimento hanno chiesto l’intervento delle forze dell’ordine.
Sul posto, quindi, sono arrivati gli agenti della polizia di Stato, i quali hanno cercato di conciliare le posizioni delle parti mettendo in stand-by la revoca dell’autorizzazione. Questo anche in vista dell’arrivo in città di diversi esponenti politici come Roberto Maroni e Matteo Salvini (Lega), Alessandro Di Battista (anche lui del M5S) e Ettore Rosati (Pd).