SCELTA PARTITI
PD al 32%, oltre a un 4% di liste civiche di centrosinistra e un ulteriore 6% dei movimenti che si collocano alla sinistra del partito guidato a livello nazionale da Renzi. Un risultato in leggera crescita rispetto ai dati delle Regionali 2015, che però non consentirebbe di evitare il secondo turno di elezioni il 19 giugno.
La Lega Nord si conferma prima formazione del centrodestra, anche se in calo rispetto alle Regionali, a fronte della forte riduzione di Forza Italia, che fatica a raggiungere la soglia del 10%. Significativo al momento il range negativo tra potenziale politico della coalizione di centrodestra e il dato preferenziale del candidato di area; si vedrà nelle prossime settimane se Caprioglio sarà in grado o meno di riassorbire questo delta negativo.
L’area centrista si deve accontentare di poco più del 2% e ad oggi non pare risultare determinante per gli esiti finali del voto.
Il M5S perde il 3% rispetto alle regionali e sembra accusare qualche difficoltà a captare alcuni movimenti di opinione (come ad esempio la questione del bitume), che paiono invece avere qualche ripercussione positiva più verso i soggetti politici della sinistra (Pongiglione, Ravera).
Infine, occorre tenere presente la grande importanza del dato di affluenza che sarà registrato; tale percentuale potrà determinare importanti cambiamenti sia al primo che al secondo turno, con sensibili vantaggi di prospettiva per alcuni candidati a discapito di altri. Tale meccanismo potrebbe assumere ancora maggiore rilevanza al turno di ballottaggio. Clicca qui per tutti i dati.
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