Reale impatto

Tirreno Power, il M5S all’attacco: “Sulla qualità dell’aria l’azienda dice bugie”

Corteo Tirreno Power

Vado L. “Gravissimo che il direttore generale Tirreno Power Fabrizio Allegra sostenga che ‘è poco ragionevole immaginare un impatto della centrale sulla qualità dell’aria’. Questa affermazione è sconcertante, falsa e contraddice tutti gli studi scientifici nazionali e internazionali, in particolare per quanto riguarda centrali obsolete, altamente inquinanti e situate in centro città”. A due anni dalla chiusura della centrale a carbone di Vado Ligure e nel giorno del presidio dei lavoratori, il MoVimento 5 Stelle Savona torna all’attacco e accusa l’azienda.

“Nei due anni di sequestro, avvenuto perché secondo il Gip bisognava fermare un “disegno criminoso” ed evitare la ‘prosecuzione di un reato’, si sono salvate almeno 200 persone, dato sottostimato visto che uno studio americano di queste settimane fornisce dati ben più alti”.

“Come più volte ribadito, le centraline non sono adatte per misurare i danni da centrali a carbone, anche se è comunque falso dire che l’aria non è migliorata, dato che il direttore dell’Arpal aveva parlato di miglioramento. I danni sono prodotti dai metalli pesanti, gli inquinanti killer presenti nelle nanopolveri, ad oggi misurati solo dalla magistratura savonese” aggiunge il M5S.

“Chi ha preceduto Allegra ai vertici dell’azienda, Giovanni Gosio aveva dovuto ammettere che per quanto riguarda appunto le nanopolveri, ‘non essendo misurabili non sappiamo quanto possano essere’, in sostanza ammettendo di non conoscere quale reale danno è stato provocato alla popolazione, ora finalmente accertato dalla consulenza della Procura”.

“Ma i dati allarmanti erano già presenti prima dell’inchiesta, che evidenziavano il savonese come la zona tra le più inquinate in Italia. In particolare: secondo lo studio del 2013 dell’Università di Stoccarda commissionato da Greenpeace, la centrale a carbone Tirreno Power sarebbe la più letale in Italia, con 120 morti premature all’anno. A questo si aggiungono lo studio Lancet e lo studio Externe della Unione Europea; per 6 anni Tirreno Power ha tenuto nascosti alla cittadinanza gli inquietanti dati dello studio 2007 sull’inquinamento lichenico-ambientale di Savona, commissionato dalla stessa azienda, riportante valori elevatissimi, i più alti mai riscontrati in Italia; lo studio Ist-Arpal 1988-2004 che registrava un eccesso di 2.664 morti premature in più rispetto alla media regionale”.

“Se si fosse dato ascolto prima alle nostre diffide, denunce e segnalazioni, non ci saremmo trovati in questa situazione sia dal punto di vista della salute, dell’ambiente e del lavoro” conclude.

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