Savona. L’ordinanza anti slot varata dalla giunta Berruti a Savona resta in vigore. Oggi il Tar della Liguria ha infatti respinto la richiesta di sospensiva del provvedimento proposta dai titolari di tre sale giochi di Savona, che sono assistiti dall’avvocato Camilla Fasciolo.
Il ricorso contro l’ordinanza che limita gli orari del gioco d’azzardo andrà comunque avanti perché il tribunale amministrativo ligure, pur avendo bocciato la proposta di domanda cautelare, ha comunque ritenuto “necessario un approfondimento nel merito” (per il momento non è ancora nota la data dell’udienza).
Dietro la scelta di rigettare la richiesta di sospensiva ci sarebbe una valutazione legata al danno subito dai titolari delle sale giochi: il Tar avrebbe considerato che il bene tutelato dall’ordinanza del Comune, ovvero la salute, è primario rispetto al danno economico subito dagli imprenditori.
I gestori delle sale giochi speravano che, in attesa di entrare nel merito della legittimità dell’ordinanza emessa dal Comune – che impone l’accensione delle macchinette (slot machine e videolottery) e l’apertura delle sale da gioco per un massimo di otto ore al giorno, dalle 9 alle 12 e dalle 18 alle 23 – il tribunale decidesse di sospenderla, annullando le limitazioni di orario.
L’impugnazione del provvedimento ruota intorno a due aspetti: in primis considera che l’ordinanza anti slot di Savona è l’unica di questo genere in zona (i comuni limitrofi non hanno imposto limiti di orario) e, in seconda battuta, tiene conto del fatto che per il 30 di aprile è atteso un pronunciamento a livello nazionale sulla regolamentazione degli orario delle sale da gioco. Davanti alle indicazioni univoche da parte del Governo centrale il problema della disparità tra comuni limitrofi dovrebbe essere superato.
Il ricorso fa leva su questo aspetto: attualmente chi non può giocare in certe fasce orarie a Savona lo può fare a pochi chilometri di distanza andando a Vado, Quiliano e Albissola. Una possibilità che, ovviamente, secondo i gestori che hanno presentato il ricorso al Tar non aiuta a contrastare il problema della ludopatia, soprattutto in mancanza di una regolamentazione sugli orari univoca per tutto il territorio.
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