TARI “FRETTOLOSA”.
E veniamo alla presunta “pistola fumante”, avvenimenti di martedì. In consiglio comunale, tra liti e grida a causa di uno “sconto” del 5% per i commercianti e di un parere dei revisori dei conti che non si trovava (leggi: “Aumento Tari e il mistero della mail”), è stata approvata una manovra che anticipa al 16 aprile il pagamento della prima rata della Tari. Quali le ragioni di questo anticipo?
Urge un nuovo chiarimento: semplificando al massimo la Tari è, per i Comuni, una sorta di “partita di giro”. Il servizio rifiuti deve sostenersi da solo: aumentano i costi? Aumenta la tariffa. Incassare più Tari quindi non è di per sé un beneficio per le casse. Non può esserlo. L’unica ragione “logica” per anticiparne il pagamento, dunque, è il bisogno di denaro contante, liquidità da reimpiegare immediatamente altrove.
Qualcuno ha letto in questa mossa, quindi, un tentativo disperato di dare ossigeno alle casse. Il sindaco stesso ha spiegato che si trattava di un “provvedimento necessario per il bilancio”. Martino non lo nega, ma ridimensiona il tutto: “E’ chiaro che il Comune vive di entrate e uscite. Per spendere ha bisogno di incassare. Quando non lo fa, deve rivolgersi alla Tesoreria ottenendo contante a tassi agevolati, ma comunque con una ‘spesa’ per i contribuenti”. Per farla semplice, l’equivalente pubblico del “fido”.
“Per questo, come ho spiegato in consiglio comunale, ho chiesto l’anticipo della Tari – chiarisce Martino – quei soldi in cassa fanno comodo, altrimenti avremmo dovuto attenderli fino a giugno-luglio oppure ricorrere alla Tesoreria. Ed ogni volta che è possibile risparmiare un euro pubblico è giusto farlo. Anzi – conclude – a dimostrare che si è trattato di un gesto di responsabilità è il fatto che avviene sotto elezioni, quando una simile mossa non può che far perdere voti. Avrò tanti difetti, ma non sono stupido… se avessi potuto avrei evitato di farlo“.
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