Provincia. “Dal 1° luglio, ai sensi della legge regionale 15/2015 inerente il riordino delle funzioni conferite alle province, la competenza in ambito turistico viene ripresa in carico dalla Regione Liguria che le gestirà direttamente. In conseguenza di ciò le attività in capo alla Provincia di Savona cesseranno e resteranno inattivi il sito turistico istituzionale della Riviera delle Palme turismo.provincia.savona.it, visitriviera.it e gli account social “VisitRiviera”.”
Così recita il sito che per anni è stato reclamizzato sui depliant, sulla cartellonista e su tutto il materiale promozionale distribuito dalla provincia di Savona: dove una volta campeggiavano le immagini della riviera savonese, le proposte legate all’outdoor e gli scorci di entroterra, ora c’è solo questo testo con in fondo un link, che rimanda il navigatore al sito turismoinliguria.it, quello della Regione.
Peccato che, così facendo, si siano persi per sempre anni di contenuti e di indicizzazione sui motori di ricerca; e allo stesso modo sono svaniti nel nulla centinaia di link da parte di siti di tutto il mondo che puntavano alle pagine interne del sito stesso.
Silenziati anche tutti i canali sociali: il profilo twitter ha terminato le trasmissioni il 29 giugno 2015 lasciando a bocca asciutta oltre 3300 follower, stessa sorte per i quasi 5000 fan sul profilo ufficiale su Facebook. Alla deriva anche l’account instagram e quello YouTube.
La situazione più paradossale è però quella delle webcam, che la Provincia aveva sparso per tutta la riviera, entroterra compreso, in modo da trasmettere le immagini live dalle spiagge, dai centri storici e dai punti più panoramici. Sono migliaia i siti, in tutte le lingue del mondo, che mostravano le immagini delle webcam da Andora a Celle, da Finale Ligure a Millesimo e che oggi al posto del mare mostrano un quadrato nero.
“Erano un incredibile veicolo di promozione turistica – dichiara un albergatore savonese – io stesso avevo messo sul mio sito le immagini in diretta, e molti clienti affezionati mi hanno più volte detto che per sopravvivere alla ‘Liguritudine’ spesso le tenevano aperte sul computer dell’ufficio come fosse una immaginaria finestra sul nostro mare”.
La burocrazia però questa volta ha superato se stessa: le webcam infatti non sono state spente, come invece verrebbe da pensare. Non sono state smontate e ‘parcheggiate’ in qualche deposito ma sono sempre lì, e non hanno mai smesso (a meno di guasti) di svolgere il loro lavoro.
“E’ evidente che la superficialità di qualcuno crea anche un danno economico – ribadisce l’imprenditore turistico – visto che le webcam consumano corrente e sono dotate di una connessione internet che permette a quelle ancora funzionanti di continuare a trasmettere le immagini”. Ed in effetti la nostra redazione ha potuto verificare che alcune webcam continuano a trasmettere, sebbene invisibili al 99,9% degli utenti di internet (per raggiungerle difatti serve dimestichezza nell’uso degli indirizzi web, che ovviamente non tutti hanno). Alla faccia della spending review.