Liguria. “Le logiche e le convenienze politiche oltre ogni cosa, persino oltre la decenza”. E’ duro il commento del Pd regionale sul caso De Paoli, al termine del dibattito tenutosi questa mattina in consiglio regionale.
“Un imbarazzante presidente Toti si è lanciato in un’assai poco efficace difesa d’ufficio dell’esponente della sua maggioranza, sostenendo di credere più all’accusato, in quanto consigliere regionale, che a cinque testimoni, che giurano di aver sentito con le proprie orecchie la frase incriminata – tuona il Pd – Il problema però non è se De Paoli abbia detto ‘se avessi un figlio gay lo brucerei nel forno’ oppure ‘se avessi un figlio gay non lo brucerei nel forno’. A indignare tutti i liguri è l’accostamento indecente fra l’omosessualità e i forni mai smentito dal consigliere”.
“Quindi che senso ha basare una difesa, come ha fatto Toti, sulla presenza o meno di quel ‘non’ quando migliaia di persone si sono sentite offese e colpite da quella frase indegna, in qualsiasi modo sia stata pronunciata? Lo stesso De Paoli si è frettolosamente scusato e, infastidito, ha detto di non potersi certo scusare per il resto della propria vita. Poi si è messo a parlare d’altro. Un’ulteriore riprova di quanto fosse interessato al tema. Nella sua difesa a spada tratta del consigliere della Lega, Toti ci è sembrato più interessato alla tenuta della sua maggioranza che alla verità dei fatti”.
“Anche se il presidente del Consiglio regionale ha espresso una censura nei confronti di De Paoli – ammettendo tra l’altro che la frase dell’esponente del Caroccio non fosse degna di un membro di quest’aula – a noi non basta. Per il Partito Democratico la vicenda non può finire qui”, concludono.