Albenga. “Paradossale, disumano, indegno”. Non lesina i termini, il consigliere comunale ingauno Eraldo Ciangherotti, per definire la situazione di una cittadina ingauna ultracinquantenne che, racconta il forzista, “è sola, disoccupata e, al momento, senza sussidi da parte del Comune”.
“Ho verificato di persona presso gli uffici competenti – sostiene Ciangherotti – Se un cittadino italiano perde la casa per uno sfratto e, senza lavoro, non riesce a permettersi un’altra abitazione dove eleggere la propria residenza, viene cancellato dall’elenco dell’anagrafe del Comune e, di conseguenza, senza il domicilio sanitario, perde il diritto al medico di base e alla possibilità di farsi curare in regime mutualistico”.
E qui arriva la provocazione, come nello stile dell’ex assessore. “Non ho un gozzo ma, se qualcuno me lo presta, mi impegno a far salire a bordo, da un qualunque tratto della nostra costa, gli albenganesi in difficoltà economica, per farli sbarcare sulle spiagge comunali di Albenga a richiedere lo status di profugo. Ai sedicenti rifugiati, oggi giorno, è garantito sempre e comunque vitto, alloggio e assistenza sanitaria. Allora, per ottenere un diritto alle cure sancito per legge, dobbiamo dirci tutti profughi? Facciamolo per aiutare anche i nostri connazionali in difficoltà. Senza subire il razzismo al contrario”.
“Senza rivoluzione contro questa bieca burocrazia, non riusciremo mai ad abbattere questo Stato ingiusto verso i suoi cittadini” conclude Ciangherotti.